«Così finiremo per odiare gli animali»

«È una legge fondamentalista, un po' paranoica e molto burocratica, nella pratica servirà a far odiare gli animali non ad amarli». Giorgio Celli, docente di entomologia e grande conoscitore del regno animale, boccia nella sostanza la legge svizzera. Tutte le sue regole sono giudicate eccessive. Tutte tranne una. «Fare un corso preparatorio per chi deve acquistare o adottare un cane ha un senso logico».
Anche lei dunque pensa sia necessario conquistarsi un patentino, professore?
«Quando si sceglie di avere un cane è importante conoscerlo a fondo. E spesso c'è gente che non ha la più pallida idea a cosa va incontro».
Invece un cane ha pregi e difetti.
«Esatto. Quindi io caldeggio questa scelta. Inoltre ultimamente i cani sono stati autori di molte aggressioni verso i loro padroni e verso i bambini».
E di chi è la colpa?
«Principalmente dei padroni che non li sanno gestire e li hanno nevrotizzati trattandoli con eccessiva crudezza o con eccessiva tenerezza. Un cane ben gestito non diventa mai aggressivo».
Promosso il patentino per il cane. E la socializzazione dei pesci rossi?
«Che siano animali sociali la trovo un'idea peregrina. L'unico accorgimento per i pesci rossi e che non è giusto tenerli dentro quelle sfere di cristallo in piena luce. Sono umbratili e dunque soffrono a stare così».
Ma chi sono gli animali sociali?
«Ancora e principalmente i cani. E se li tieni tra di loro fanno branco e diventano pericolosi e aggressivi. Dunque, questa legge offre, per i nostri amici a quattro zampe, un buon consiglio e un cattivo consiglio allo stesso tempo».
Regole anche nelle fattorie, per i cavalli.
«Anche lì. Si dice che animali con gli zoccoli non devono stare sull'asfalto. Ma che male c'è se un cavallo va a fare una passeggiata con il suo padrone su una strada di campagna? Mi sembra una bella cosa. No, queste regole sono troppo vincolanti».
Dunque controproducenti?
«Esattamente. Troppi limiti o accorgimenti potrebbero ottenere un effetto contrario e ingenerare una reazione di avversità: trattiamo meglio gli animali che gli uomini. Bisogna stare attenti a fare del fondamentalismo».
In Italia però le regole sensate ci sono ma non molti le rispettano.
«Il reato penale di abbandono la trovo lodevole e purtroppo credo siano pochissime le denunce. Nessuno prende la targa di chi scarica un cane in autostrada».