«Così la Foce ha accettato Blu Area»

Cosa succede alla Foce? La rivolta contro la Blu Area dove è finita? Cresce il numero dei cittadini soddisfatti, cala quello degli scontenti, mentre nella circoscrizione Centro Est la tensione resta alta. È rassegnazione? Il segreto lo spiega Fabio Orengo, membro dell’ufficio di presidenza del parlamentino del Medio Levante. Che fa notare come il merito sia della mediazione e delle enormi correzioni ottenute dalla circoscrizione.
«Era più facile dire demagogicamente un no a priori - inizia il capogruppo di An in circoscrizione -. Ma alla Foce c’era necessità di fare ordine. Era stato lo stesso quartiere a chiedere anni fa una regolamentazione. Arrivò la Zsl, ma poi venne male applicata e senza controlli. Piano piano la gente se n’è accorta ed è tornato il disordine, la sosta selvaggia. Ora molti hanno visto che la Blu Area ha risolto qualche problema».
Anche se all’inizio non era facile accettarla.
«Come circoscrizione abbiamo fatto molto lavoro. Il presidente Pasquale Ottonello ha incontrato cittadini e associazioni, noi cosniglieri abbiamo girato molto sul territorio. Per capire i problemi, correggere gli errori. Siamo al governo della zona e abbiamo delle responsabilità. Dobbiamo riqualificare l’ambiente in cui vivono i residenti. E per loro trovare un posto non lontano da casa è una priorità».
I commercianti però hanno fatto resistenza.
«All’inizio. Poi hanno in parte capito. Ma questo grazie alle correzioni. Il primo piano del Comune era troppo rigido. Con la nostra mediazione abbiamo ottenuto abbonamenti agevolati per le attività commerciali, la concessione di aree pubbliche per attività come gommisti, autofficine, noleggiatori di auto. Per questo abbiamo anche riservato 186 posti in piazzale Kennedy».
L’obiezione è che nessuno però va a comprare dove deve pagare il posteggio.
«E per questo abbiamo ottenuto la sosta frazionata, la tariffa speedy. Venti centesimi per 18 minuti convengono e garantiscono rotazione. Grazie alle nostre indicazioni sono state anche ridotte le isole azzurre, poco utilizzate. E soprattutto abbiamo fatto abolire le sottozone che creavano solo problemi e spese inutili».
Ora non si parlerà mica di successo?
«C’è soddisfazione. E lo dimostra il fatto che mentre all’inizio solo noi responsabilmente cercavamo il confronto, la mediazione, e tutti preferivano il no di comodo, ora tutti vanno in giro a dire che il merito delle Blu Aree è loro. Ci sono associazioni, comitati, persino gruppi politici di sinistra che vogliono essere protagonisti. Questo è giusto che i cittadini lo sappiano».
Cosa c’è che non va allora?
«Intanto diciamo che stiamo continuando a studiare la situazione per individuare ulteriori possibili correttivi. Ma soprattutto il vero problema sono i mezzi pubblici, che sono disastrosi».