Così il franchising aiutaa far crescere il commercio nell'era globale

Oltre 200 franchisor al salone aperto in Fiera Milano fino al 26 ottobre in concomitanza con Host. Le nuove tendenze del settore con la crescita del settore dei servizi. Antonio Fossati: "Questa è la fiera delle imprese e del futuro”

In Italia sono già attivi 51mila negozi e centri servizi in franchising e sono destinati ad aumentare perché il settore del commercio commercio in affiliazione è in crescita. Proposte e opportunità presentate da oltre 200 aziende franchisor, tra le maggiori delle 940 operanti in Italia, con una offerta ricca e al passo con le richieste del mercato al Salone Franchising Milano, aperto in Fiera Milano a Rho fino al 26 ottobre in concomitanza con Host, il Salone dell’ospitalità professionale.

Oltre ai settori classici come ristorazione e abbigliamento, si moltiplicano le offerte nel campo dei servizi: dal lavaggio auto a vapore a domicilio alle riparazioni di telefonini e tablet; dagli esperti in assistenza domiciliare per anziani ai centri dove trovare risposte su luce, gas e energie rinnovabili; dalla pulizia acrobatica degli edifici all’assistenza e formazione di gommisti per auto. Anche nel franchising si è giunti ad un affiancamento complementare tra negozio fisico e negozio virtuale, non più visti come elemento competitivo tra franchisor e franchisee ma come vantaggio reciproco, tanto più che cresce anche in Italia il click and collect, cioè la possibilità di ordinare i prodotti sul web e poi andare a ritirarli di persona in negozio.

“Trent'anni fa, al primo Salone Franchising Milano, nascevano Windows, i primi videogiochi e Gorbaciov andava al potere in Urss – ha detto nel convegno di apertura Antonio Fossati, presidente di RDS che organizza il Salone con Fiera Milano –. Il franchising era già lì ed ha seguito in tutti questi anni l’evoluzione del retail. Questa è la fiera delle imprese e del futuro”.

“Bisogna colgliere i cambiamenti arrivati con la digitalizzazione e la intelligenza artificiale – ha spiegato il futurologo Thomas Bialas –. Oggi esistono siti web pensanti con assistenti digitali più competenti di un commesso. Dobbiamo allearci con le macchine per competere meglio”. E il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha spiegato: “Anche l’arte entra nel franchising con gallerie in affiliazione ed io sono lieto di dare una mano con la mia presenza in questo settore”.

All’iniziativa privata si affianca quella pubblica, come ha detto Paolo Mura di Regione Lombardia: “La Regione Lombardia è già operativa con un piano di sostegno al franchising con uno stanziamento di 500 mila euro per favorire l’apertura di punti vendita nei centri delle città lombarde. Abbiamo già selezionato 104 franchisor e decine di Comuni che collaborano all’iniziativa”. Sostegno al settore apprezzato da Francesco Montuolo, vice presidente di Confimprese: “Una iniziativa lodevole questa della Regione, ma purtroppo non abbiamo altrettanto sostegno dal governo, che anzi vuole reintrodurre la chiusura obbligatoria per 12 giorni l’anno dei negozi. Ed anche sulla internazionalizzazione l’attenzione del governo è più per l’industria che per il commercio. Solo recentemente siamo riusciti ad avere una collaborazione con l’Ice per un programma di incoming di operatori esteri”. “Non a caso ci sono voluti 10 anni per arrivare, nel 2004, ad una legge sul franchising – ha aggiunto Patrizia De Luise, presidente di Federfranchising – e se parliamo di formazione e di finanziamenti il ruolo delle associazioni è fondamentale”. E Italo Bussoli, vice presidente di Assofranchising: “In Italia c’è ancora molto spazio per la crescita del franchising dato che la percentuale del comparto rispetto alla totalità del commercio è del 7%, contro il 14% della Francia ed il 40% degli Usa”.