Così la Germania si è tirata su le maniche

I tedeschi scoprono l’accoppiata vincente in tribuna: la cancelliera Merkel con Löw, il ct in camicia bianca. E una squadra di basso profilo ha trovato la forza per andare in semifinale. Ha fatto
fatica a battere Austria e Polonia. Poi si è trasformata e ha mandato a
casa il Portogallo

Basilea - Lei è una cancelliera mediatica, la più potente donna del mondo, lui un ct strafortunato, vince quando non c'è. Angela Merkel e Joachim Löw si sono incontrati sulle tribune del Prater, lei stando bene attenta affinché i fotografi non le riprendessero il profilo sbagliato, lui imbarazzatissimo a spiegarle perché non fosse in panchina a guidare la loro nazionale. Lui in camicia bianca, lei con quell'aria sorpresa e interessata, un incontro che ha fatto il giro dell'Europa, qualcosa di simile a Sandro Pertini che gioca a scopa con Dino Zoff, solo un po' più raffinato.

Pare che per il cancelliere tedesco mostrare il suo profilo migliore sia una vera e propria mania, una forma sfinente di terrore. Si racconta di una bodyguard redarguita duramente da herr Angela perché uno dei cineoperatori presenti non si trovava nell'angolazione giusta. E la stava riprendendo. In compenso Löw, espulso durante il match con l'Austria, ha fatto molta attenzione a mettersi alla sua sinistra quando l'ha raggiunta in tribuna, probabilmente ben informato sul lato migliore del suo cancelliere. Dettagli per capire quanto la Germania stia attenta ai particolari e ora anche a questo bizzarro Europeo. Non è vero che era fra le favorite quando è arrivata, ma si è accorta che nessuna si sta facendo avanti, e se non si decidono in fretta, finirà che dovrà giocarsela lei la finale, con un'altra a caso.

Francia e Portogallo sono tornate in patria, la Germania invece sta già un po' meglio. Prima si era notata solo per le difficoltà nel mettere insieme undici calciatori e superare un girone popolato da Cipro, Eire, San Marino, Slovacchia e Galles. Ballack l'ha salvata contro Cipro, 1-1, ma è finita ugualmente dietro la Repubblica Ceca. E qui a Euro 2008 è arrivata con Schweinsteiger talmente giù che nel Bayern non la vedeva mai e spesso andava in panca, Kahn fuori senza un vero sostituto perché Lehmann, appena promosso titolare, era finito dodicesimo nell'Arsenal, e gli altri a ruota. Klose aveva inanellato una serie di partite angoscianti che avevano messo in dubbio la sua fama di goleador, Podolski un fantasmino, Mertesacker reduce da un infortunio pesante, Schneider operato di ernia inguinale e perfino Ballack aveva disputato una stagione di alti e bassi, sconfitto in Premier League e in finale di Champions. Mosso a compassione, Theo Zwanziger, presidente della Dbf, aveva promesso a Löw che comunque fosse andato a finire questo Europeo, sarebbe rimasto lui il ct tedesco. E in questo clima imbarazzante è iniziato il girone B dove ha perso contro la Croazia e vinto contro Polonia e Austria che avrebbero problemi a salvarsi nella nostra serie A, per stessa ammissione della loro stampa locale.

Poi giovedì sera il ribaltone, è bastato demolire il mito di Cristiano Ronaldo per entrare fra le quattro grandi d'Europa: «Un miglioramento costante e straordinario» ha commentato Löw. Questione di profili, lui ha iniziato a vincere veramente quando è rimasto in maniche di camicia ed è finito in tribuna, gol di Ballack all'Austria, tre reti al Portogallo mentre vedeva la partita da uno sky box. Con la signora Angela Merkel, fuori inquadratura, aggiornata tramite sms sul suo cellulare: «Spero che le cose finiscano meglio rispetto all'ultima volta», aveva sentenziato pochi istanti prima dell'inizio della sfida con il Portogallo. Si riferiva alla finale per il terzo posto a Germania 2006, vinta dai tedeschi per 3-1. Giovedì sera, quando Löw l'ha chiamata per informarla sull'andamento del match, era un po' titubante ma ha usato un profilo alto: «Solo 3-2, signora».