Così il gioco delle trasparenze dà colore all’arredamento

Effetti eterei ed evanescenti donano agli accessori una luce diversa che rendono le tonalità pura decorazione

La casa trasparente. Una utopia che è stata realizzata da alcuni architetti di volta in volta nell'arco degli anni, in località naturalmente dove era il paesaggio naturale a far da protagonista, e che per la verità per gli abitanti non fu mai un grande successo. Il sentirsi sempre proiettato all'esterno, dal quale l'unica separazione era una lastra di vetro, non riuscì mai a soddisfare né progettista né abitante. In verità, come sempre, la virtù sta nel mezzo e una casa dove le pareti vetrate giocano un grande ruolo ha senso se queste pareti guardano verso un particolare paesaggio, lasciando quelle opache alle situazioni più intime e personali.
Caso eclatante nella storia dell'architettura moderna fu il progetto del grande Wright, l'architetto americano che progettò sul Canal Grande di Venezia una abitazione tutta in vetro. Opera affascinante, che però non fu mai realizzata da una amministrazione cieca che perse un'occasione straordinaria sotto tutti i punti di vista. In ogni modo il cristallo, il vetro, gli effetti di trasparenza sono grandi motivi di lavoro per architetti e designer nel campo dell'arredamento. Non si contano tavoli, librerie, sedie, letti e naturalmente lampade che sono stati realizzati con questi antichissimi o nuovissimi materiali.
Anzi, c'è da dire che mentre il cristallo ha un suo spessore e un suo valore «di peso», i metacrilati, questi nuovi materiali plastici, hanno il pregio della leggerezza e della robustezza insieme e per questo oggetti prodotti in tal modo hanno successo sia per la facilità di inserimento in casa sia anche per il prezzo stesso. In ogni modo sembra che la trasparenza abbia un suo valore e certamente in casa dalle dimensioni ridotte può portare vantaggi non indifferenti.
Oggi ci si è spinti ad impiegare il vetro nei settori domestici più diversi, nei dettagli più particolari. Pensate che addirittura esistono divani, piani di cottura per la cucina, ripiani di libreria che lungo un metro possono portare fino a cinquanta chili senza curvarsi. Un panorama in questo senso meritava allora il nuovo appuntamento settimanale, per ribadire ciò che è valido e per mostrare il curioso, il nuovissimo, lo «sfizio». In ogni maniera le trasparenze mantengono un loro fascino e una loro suggestione, anche quando sono trattate con raffinati e tenui colori, e sono capaci di trasmettere un gran senso di pulizia, di tranquillità, di leggerezza estetica.
(hanno collaborato:
Michela Orefice e Albino Boffi)