Così il gioco illecito sta sbancando le scommesse sportive

I dati ufficiali hanno confermato le anticipazioni della scorsa settimana. Nel mese di novembre le scommesse sportive hanno registrato una caduta del 19,62% rispetto al corrispondente periodo del 2008 con un decremento di 94 milioni nella raccolta. Niente a che vedere con il lieve calo di ottobre. Indipendentemente dal movimento di dicembre, vale la pena di analizzare i motivi che possono ritenersi alla base di questo regresso. Vale a dire: 1) la crescita esponenziale dei nuovi giochi con particolare riguardo agli skill games e, nel loro interno, al poker; 2) il logorio di un format troppo uguale a se stesso; 3) il minor numero di giornate dei principali campionati in Italia e fuori Italia; 4) una evidente espansione della rete illegale o comunque non conforme alle regole di Aams; 5) un ritorno del payout, cioè di quanto vincono i giocatori, a livelli fisiologici sotto il 70% dopo punte abnormi sopra il 90%.
Ma è la considerazione sul gioco illecito che va presa in massima considerazione. I punti garantiti da Aams sono circondati in tante parti d’Italia da competitor agguerriti che, per quanto privi di concessione, portano avanti una cospicua raccolta e si fanno forti di sentenze amministrative a loro favorevoli. Alcune almeno. Sembra di assistere a un film western con gli indiani che assalto fortini senza difesa. Lo spartiacque è a Bruxelles: è lì che si gioca la madre di tutte le battaglie sulle scommesse sportive. Al di là dei trionfalismi di giornata («Ho vinto io, no tu no»), manca chiarezza. E i primi a risentirne sono i giudici che non sono ferratissimi in materia e danno luogo a ordinanze contrastanti. C’è chi va a sentenza in base alle leggi di casa nostra e chi invece si rifà alle norme comunitarie. Un casino.
In attesa di ordine e chiarezza, si gioca dovunque grazie a reti parallele. Se i dati rispondono al vero, in Italia si può andare a scommettere in 28 mila punti, di cui 16 mila targati Aams e 12 mila fuori dal controllo dell’Amministrazione dello Stato con preponderanza di ctd. Altro che rete Bersani. Il mercato s’è espanso in maniera abnorme, da una parte mediante la fittizia raccolta online che non risponde al vero gioco telematico, dall’altra attraverso il flusso di giocate che finiscono in qualche server estero senza transitare da Sogei. Con buona pace dell’Erario che non incassa l’imposta fiscale. Per quanto ancora si potrà andare avanti così?
È notizia recentissima che Aams, venendo incontro alle richieste di alcuni operatori, sembra intenzionata a riproporre la scommessa a quota fissa sul vincente delle corse che figurano contemporaneamente nel palinsesto dell’ippica nazionale. Nel decreto interdirigenziale del 25 ottobre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 dicembre 2004, è specificato che i biglietti a quota fissa vanno pagati con la quota al totalizzatore nel caso di uno o più ritiri.