Così il governo ha dato ai Comuni facoltà di tartassare

In vista nuove "tasse di scopo", previste dalla manovra per finanziare le opere pubbliche

Milano - Lo sblocco dell’aliquota Irpef per i Comuni, ferma allo 0,2% dal 2002, è stato deciso dal governo nella Legge finanziaria approvata lo scorso dicembre. L’articolo 7 della manovra prevede infatti che «I Comuni (...) possono disporre la variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale (...). La variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale non può eccedere complessivamente 0,8 punti percentuali». Oltre che a Bologna, la stangata è in arrivo anche per i romani. Il sindaco della Capitale, Walter Veltroni, ha deciso di portare l’aliquota Irpef allo 0,5%, introducendo peraltro una mini-riduzione dell’Ici sulla prima casa dal 4,9 per mille al 4,7 per mille. Questo si tradurrà, secondo la simulazione del Sole-24Ore, in una batosta da 148 euro l’anno per un reddito lordo di 40mila euro e in un sostanziale annullamento della rimodulazione delle aliquote Irpef sui redditi decisa dal governo. Gli abitanti di Torino si troveranno un sostanziale ritocco al rialzo, visto che la giunta Chiamparino ha annunciato l’intenzione di aumentare in maniera sostanziale l’aliquota comunale sui redditi, dallo 0,2% allo 0,5%. Chi avrà un reddito da lavoro dipendente di 40mila euro senza familiari a carico avrà un esborso ulteriore di 148 euro. Le amministrazioni comunali di Milano e Napoli hanno invece deciso di lasciare invariata l’addizionale, almeno per il 2007.
La Finanziaria 2007 ha anche introdotto la possibilità per i Comuni di adottare la cosiddetta «tassa di scopo», un’imposta destinata «alla parziale copertura (fino al 30%, ndr) delle spese per la realizzazione di opere pubbliche individuate dai Comuni (...) per il trasporto urbano e opere viarie (con l’esclusione della manutenzione normale). L’imposta - si legge nel maxiemendamento approvato dalle Camere - è dovuta, in relazione alla stessa opera pubblica, per un periodo massimo di cinque anni ed è determinata applicando alla base imponibile dell’imposta comunale sugli immobili (Ici, ndr) un’aliquota nella misura massima dello 0,5 per mille». Nel caso di mancato inizio dell’opera pubblica entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo, la Finanziaria prevede che i contribuenti possano chiedere il rimborso degli importi versati «entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione».