Così il Grande fratello spia 40mila italiani che vivono all’estero

da Milano

Ormai non ci sono dubbi: è in atto una vera e propria campagna mirata contro i vip. Del resto è ovvio: i pesci grossi che abboccano all’amo del Fisco fanno rumore. E pubblicità positiva. Così l’Agenzia delle entrate si è organizzata in modo sistematico per stanare le «radici» che i famosi, in fuga dall’Erario, lasciano in Italia.
Il lavoro è lungo e complesso ma il Grande Fratello ormai li segue ovunque. Già, perché la lista nera è compilata. Bella lunga. Un vero e proprio censimento formato da quarantamila nomi e cognomi. Tutti quelli, in pratica, che se ne sono andati dall’Italia, ma solo virtualmente secondo gli esattori dello Stato, e hanno scelto di pagare le tasse ben più ridotte richieste da uno di quei 59 paesi a fiscalità privilegiata. Su di loro, una task force di esperti informatici lavora quotidianamente per operare verifiche incrociate e stanare il furbo di turno. Vip, in primo luogo, come la Muti o Valentino Rossi. Ma anche imprenditori, finanzieri, gente facoltosa insomma, che inevitabilmente resta legata all’Italia, e in Italia fa notizia ogni volta che si muove e spende.
In passato fare le pulci a chi aveva spostato la residenza all’estero era più difficile, quasi impossibile. Oggi, invece, la rete informatica supera molti confini e i controlli incrociati fanno il resto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ai tranelli del Fisco hanno abboccato decine di questi pesci grossi nel giro di pochi mesi.
Sia chiaro, non tutti quelli che trasferiscono la residenza fuori dall’Italia vengono monitorati a distanza. Attualmente vivono all’estero circa un milione di italiani ma spesso i motivi di lavoro sono reali. Questi hanno spostato la residenza ma anche la casa e la famiglia. In Italia ci vengono solo per passare le vacanze. Ma l’attenzione del Fisco si è appuntata invece su quarantamila italiani i cui conti, secondo gli 007 delle tasse e la Guardia di finanza, hanno qualcosa che non quadra. Avrebbero spostato la residenza ma non la dimora, il conto in banca ma non moglie e figli.
Gli accertamenti quindi si appuntano anche sui parenti, sulle persone che svolgono incarichi di cura delle proprietà rimaste in Italia, perfino sugli amici, se hanno un qualunque tipo di legame d’affari con le persone nel mirino.
Il Fisco è appostato. E basta uno spunto, un piccolo appiglio. Come è accaduto alla Muti, residente a Montecarlo, e messa «sotto accusa» per l’assunzione di una baby sitter a Roma.
Nell’ultimo anno c’è stata una vera e propria accelerazione degli accertamenti «a effetto». In precedenza era toccato a Mario Cipollini, anche lui con indirizzo nel Principato di Monaco. L’ex velocista era stato incastrato dopo aver intestato una super moto a suo padre, che però stava in una casa di riposo. Accanto ai vip, gli imprenditori. Leonardo Del Vecchio avrebbe «esterovestito» parte del suo patrimonio e ha avuto un accertamento di 20 milioni. Danilo Coppola e Stefano Ricucci, invece, hanno accettato di pagare al Fisco rispettivamente 70 e 26 milioni di euro. Con Valentino Rossi è stata l’apoteosi. Ma l’impressione è che la lista sia destinata ad allungarsi.