"Così Green Power riaccende la Borsa"

Piero Gnudi, pl presidente del gruppo Enel: "Le energie rinnovabili sono
quelle che cresceranno di più, investiremo cinque miliardi Quotando il
30% di Egp manteniamo la gestione operativa. Disponibile al quarto
mandato? Decideranno gli azionisti"

Lunedì prossimo, 18 ottobre, parte la più grande «Ipo» d’Europa dal 2008, cioè dall’inizio della crisi, nonché la maggiore in Italia da 10 anni a questa parte. Si chiama Enel Green Power (Egp), è una multinazionale «verde» che vale 10 miliardi e il collocamento riguarda il 30% del capitale. Per Piero Gnudi, al terzo mandato triennale da presidente dell’Enel, in sella dal 2002, l’ennesimo traguardo di mercato dopo i collocamenti Enel 2, Enel 3, Enel 4, l’Ipo di Terna e l’aumento di capitale del 2009: tutte operazioni avvenute sotto la sua guida. Per questo, alla vigilia del cda, fissato per il 15, che darà il via al collocamento sul mercato del 30% di Egp dopo il via libera della Consob atteso per il 14, Gnudi ha accettato di parlarne con il Giornale.
Presidente, perché un investitore, piccolo o grande, dovrebbe sottoscrivere azioni Egp?
«Le energie rinnovabili sono uno dei settori dove si investe di più al mondo. Tutti i Paesi sono alla ricerca di soluzioni che permettano di produrre energia con il più alto grado di sostenibilità ambientale. Non è un caso che i multipli delle rinnovabili siano più alti rispetto al settore termoelettrico e che, mentre la produzione di energia tradizionale cresca a ritmi del 3-4%, le rinnovabili superino il 15 per cento. Aggiungo che Egp è la società verde che vanta la maggiore diversificazione tecnologica e geografica a livello mondiale».
Rinnovabili, rinfreschiamoci la memoria: qual’è il mix di produzione di Egp?
«Le rinnovabili dell’Enel hanno un profilo unico: l’energia idroelettrica pesa per il 44%, una percentuale molto più alta della media dei concorrenti. Importante anche la geotermia, che pesa per il 13% ed è nata in Italia per poi diffondersi in tutto il mondo. L’eolico pesa per il 41% e il solare per il 2 per cento».
Oggi è così. Ma i programmi cosa prevedono?
«Cinque miliardi di investimento nei prossimi cinque anni. Cercheremo di mantenere questo mix, ma di certo la tecnologia che porterà alla maggior crescita sarà l’eolico».
Obiettivi geografici?
«Siamo già presenti in 16 Paesi del mondo, molto attivi nelle Americhe e in Europa. E in prospettiva guardiamo al Sud del Mediterraneo: i Paesi del Nord Africa sono ideali per la produzione di energia rinnovabile, dispongono di ampi spazi, di sole e di vento. Inoltre, investendo in questi Paesi, offriremmo una preziosa forma di sostegno alla loro crescita e al loro sviluppo, contribuendo a contenere i flussi migratori dal Sud al Nord del Mediterraneo».
Veniamo all’operazione finanziaria: perché avete deciso di collocare il 30%, e in quali Borse?
«È la quota che ci consente di mantenere saldamente la maggioranza e la gestione operativa della società. E già così è un’operazione importante, una delle più rilevanti in assoluto nel 2010. Le azioni Egp saranno quotate a Milano e Madrid».
L’Ipo serve anche a Enel per abbassare i debiti finanziari che, dopo l’acquisto di Endesa e l’aumento di capitale, sono a quota 53,8 miliardi. Dunque, se l’operazione vale 3 miliardi, il debito scenderà verso quota 50. Ma nel consolidato Enel perderà il 30% dell’utile di Egp...
«L’operazione ridurrà l'indebitamento di Enel, a fronte del quale, ricordo, l’azienda genera un flusso di cassa operativo superiore ai 16 miliardi di euro l’anno. È vero che l’utile di Egp dopo l’Ipo sarà in parte distribuito ad azionisti terzi, ma questo esborso sarà ampiamente compensato dalla riduzione del costo per il servizio del debito di Enel».
In seguito, come prevedono gli analisti di Hsbc, aumenterete il dividendo Enel?
«La nostra politica prevede la distribuzione ai soci del 60% degli utili e non cambia. Certo, ci auguriamo tutti che, migliorando l’economia, anche i nostri conti reagiscano positivamente, così da aumentare ulteriormente utili e dividendo. Ci conforta che la più grande banca del mondo abbia fatto questa previsione».
Presidente Gnudi, il consiglio è in scadenza in primavera: è disponibile a un quarto mandato alla guida di Enel?
«Questa è una decisione che spetta agli azionisti».