Così il Grifone cancella dodici anni di sofferenza

Che bello sapere di poter essere infine arbitri di una conquista da effettuare. Che opportunità, dipendere esclusivamente dalle proprie forze. Che privilegio, ritrovarsi finalmente in mano le chiavi del proprio successo. Vecchio Grifo amico di tutte le sciagure, vinci a Mantova e cancella di colpo 12 anni di sofferenze, di umiliazioni, di traguardi più falsi di Giuda, di miraggi svaniti quando credevi di averli raggiunti. Due promozioni guadagnate in due anni senza riuscire a schiodarsi dal lancinante palo di partenza, la serie B. Vecchio Grifo fatti infine un baffo delle beffe. Vinci a Mantova, rialza la testa per la terza volta in 24 mesi e vediamo se qualcuno avrà il coraggio di inventarsi qualcos'altro per rimettertela giù.
A questo punto è doveroso l'elogio a Preziosi che stavolta ha azzeccato sia il mercato estivo sia - sotto specifici richiesta e controllo dell'allenatore - gli aggiustamenti di gennaio. Ed è sacrosanto l'elogio a Gasperini, i cui meriti si sono evidenziati nel gioco della squadra spesso e volentieri realmente spettacolare, e sono stati corposamente definiti da una frizzante prima decade di campionato da 20 punti, due decadi intermedie di attenta «tenuta» rispettivamente da 15 e 17 punti e da una quarta e decisiva decade da 25 punti: un lirico crescendo che ha fruttato 8 vittorie e il pareggio di Bari, e pazienza per la discussa sconfitta in casa Juve.
Dopodiché sento dire che potrebbe arrivare Floro Flores, e sarebbe un ottimo acquisto per un attacco che già vanta ottimi ed abbondanti elementi da serie A come Adailton, Di Vaio, Greco, Gasparetto e Sculli. Personalmente giudico da buona serie A pure cursori di fascia laterale come Rossi, Fabiano e Leon, nonché centrocampisti centrali come Milanetto, Coppola, Botta e Juric, sicché potrebbe bastare, per completare degnamente il settore, un affidabile regista di rincalzo per Milanetto. Dove invece si dovrà rimpolpare sostanziosamente sarà in difesa, cioè nel settore che già meritava maggiore attenzione e che per giunta perderà il miglior elemento, il ventunenne Domenico Criscito destinato alla Juventus e alla Nazionale. Quanto al portiere, sono convinto che Rubinho - che pure deve imparare a gestire meglio le uscite, talvolta scriteriate - possegga le doti necessarie per fare con profitto il titolare in serie A. A garanzia, ci vorrà però un «secondo» che lo valga, perché il ruolo è estremamente delicato e gli attaccanti di serie A perdonano molto meno di quelli di B.
La Sampdoria ha chiuso il campionato di serie A sbracando a Firenze ma salvando un 9° posto che, rapportato all'organico e alle esagerate traversie patite, rende obiettivamente giustizia al valore e alla dedizione al lavoro di Novellino e permette alla società di far partecipare la squadra all'Intertoto rifiutato dall'Atalanta.
Ora, però, la domanda è: dove andrà a parare Garrone? A prescindere dalla giudiziosa impostazione di base - che personalmente condivido - orientata sul ringiovanimento dei ranghi e il contenimento delle spese, mi sento di rispondere che tutto dipenderà dall'accoglienza che Genova, intesa come autorità e cittadinanza, riserverà all'ardito progetto di stadio privato del presidente.
A questo proposito voglio ricordare un aneddoto. Giunse sorprendentemente dagli Stati Uniti la proposta di realizzare Disneyland nelle aree industriali dimesse di Sestri Ponente. Quindicimila posti fissi di lavoro e altri 15 mila stagionali, più un indotto colossale, considerato che con Disneyland la Superba avrebbe attirato milioni di turisti suppletivi all'anno.
Io ero allora il capo dei servizi sportivi del Secolo XIX, il quotidiano potenzialmente in grado di orientare nettamente la decisione in un senso o nell'altro. Nel corso della quotidiana riunione di redazione il direttore agitò democraticamente la questione. Cosa ne pensate? Che posizione prendereste? Ricordo con disgusto che taluni dissero, spalleggiandosi: «Non vorremo mica diventare una città di camerieri come la Svizzera!». Al che io, caldeggiando il «sì», ribattei: «Magari diventassimo camerieri come gli svizzeri!». Fui sommerso. E naturalmente vinse il nichilismo. Il Secolo, perfettamente allineato con Tursi, bocciò l'offerta. Disneyland finì a Parigi e noi siamo finiti come sappiamo. Domanda: meglio bravi camerieri o cattivi giornalisti?