«Così hanno penalizzato tutto il calcio»

Marco Zucchetti

Parole di padre, di uomo di calcio, di educatore deluso. Le parole di chi passa una vita a insegnare ai suoi ragazzi a non reagire e poi vede capovolta la logica dello sport. È amaro, Giuseppe Materazzi, davanti alla sentenza della Fifa che ha comminato due giornate di squalifica a suo figlio Marco per aver provocato Zinedine Zidane: «Qualsiasi tipo di commento sarebbe superfluo - esordisce il 60enne già tecnico di squadre come Lazio e Bari -. Dispiace che la parte penalizzata venga accusata di aver creato un problema». Non è il padre querulo che difende il pargolo a spada tratta. La sua è la voce del genitore che ha visto il figlio attaccato e offeso per i suoi sbagli: «Quando Marco ha fatto degli errori ha sempre pagato in prima persona».
Ora invece cambiano le carte in tavola. Quando Marco reagiva, era una caccia alle streghe collettiva. Ora che è lui a subire la reazione, è di nuovo colpevole: «In tutte le situazioni in cui un calciatore ha avuto una reazione come quella di Zidane, si giudicava diversamente: adesso si è creato un precedente». Il rischio? Quello di un’infinita ricerca di moventi e attenuanti: «D’ora in poi - continua Giuseppe Materazzi -, a ogni fallo di reazione si cercherà il perché sia avvenuto e chiunque potrà appellarsi».
Una decisione che lascia soddisfatti solo i francesi, che portano in trionfo il loro Zizou: «La Fifa ha pensato solo a salvaguardare un giocatore importante come Zidane - il commento dell’allenatore -, senza pensare che avrebbero penalizzato il calcio in generale». Nessuna dietrologia contro la nazionale italiana: «Non voglio pensarlo. In ogni caso, la Coppa del Mondo l’ha vinta l’Italia. Mio figlio era sul palco a festeggiare col cappello in testa, mentre Zidane era con la cenere in testa. C’è una bella differenza. O no?».
Una bella differenza. Per la Fifa una differenza di una giornata di squalifica. A casa Materazzi e per 56 milioni di italiani, qualcosa di più.