«Così ho scoperto la famiglia che corre a quattro zampe»

«Casi fondamentali per svelare i profondi misteri della specie umana»

Marta Ottaviani

da Istanbul

Professor Tan, lei ha definito la famiglia di Hand-walkers di Demirkonak (vicino al confine con la Siria ndr) una scoperta rivoluzionaria per la teoria dell'evoluzione umana e adesso tutta la comunità scientifica ne parla, nel bene e nel male. È sicuro delle conclusioni che ha tratto fino a questo momento?
«Studio questo tipo di sindromi da quarant'anni. Ho iniziato nel 1960 e non mi sono più fermato. Posso dire con un buon margine di sicurezza che i casi di Demirkonak e Adana rappresentano una scoperta di portata rivoluzionaria, perché fino a questo momento non esistevano casi di persone con carenze nella sfera motoria direttamente ricollegabili con carenze nella sfera cognitiva e quindi anche con l'evoluzione della specie umana».
Della famiglia sotto osservazione a Demirkonak solo 5 fratelli su 19 riportano le stesse caratteristiche. Come mai invece gli altri conducono una vita apparentemente normale?
«Si tratta di quella che in medicina viene detta trasmissione recessiva autosomatica. Funziona in questo modo: sia il padre sia la madre, hanno dei cromosomi infetti che però non sono dominanti. Questo tradotto in termini pratici significa ci sono 25 probabilità su 100 che i figli nascano con una determinata sindrome. Passiamo al caso specifico della nostra famiglia a Demirkonak. Sia il padre sia la madre, che nelle ricerche condotte fino a questo momento sembrano essere geneticamente normali, sono nati senza problemi, ma celano nel loro pratrimonio genetico il gene della sindrome che ha fatto nascere i loro figli con quelle caratteristiche. Si dice che sono portatori sani, perché trasmettono sia il gene sano sia quello affetto dalla sindrome».
Dal punto di vista genetico il suo ragionamento è inattaccabile. Ma come è possibile che nel 2006 esistano ancora persone che presentano caratteristiche simili?
«Francamente non capisco cosa ci sia da meravigliarsi tanto. Questo è il tipico risultato di unioni fra consanguinei. Che simili rapporti presentino dei rischi a livello genetico è noto da tempo a tutta la comunità scientifica. Il ragionamento è ancora più valido se si tiene conto del luogo dove queste due famiglie sono state trovate. Si tratta di luoghi dove i matrimoni fra componenti della stessa famiglia sono molto frequenti, con relative conseguenze sulla mappa genetica dei figli».
Quindi lei mi sta dicendo che se questa sindrome, che potrebbe svelarci nuovi segreti sull'evoluzione umana, si è conservata per migliaia di anni, in parte è merito proprio di queste unioni fra consanguinei?
«Esattamente. I continui intrecci di persone appartenenti allo stesso ceppo familiare, o a più ceppi che periodicamente si univano fra loro, ha permesso che la sindrome sia sopravvissuta nei millenni. Non è un caso che nel mondo evoluto, dove questi tipi di legami non esistono più da secoli, certe malattie riguardanti il patrimonio genetico siano scomparse. Per il momento sono state trovate due famiglie in questi territori. Ma sono certo che se le ricerche andranno avanti le soprese non finiranno qui».
In che modo è avvenuta la scoperta di questa famiglia?
«Un mio amico è passato per caso dal villaggio dove vive questa famiglia e ha notato che alcuni componenti avevano comportamenti strani a livello motorio e ha pensato di avvisarmi. Io ho capito subito che poteva trattarsi di una scoperta molto importante e mi sono recato immediatamente al villaggio e ho cominciato la mia attività di osservazione partendo dalle loro abitudini quotidiane».
Parliamo di questi 5 fratelli. Come trascorrono la loro giornata? Quali sono le caratteristiche della loro vita quotidiana?
«Come sottolineato a più riprese da molti media la loro principale caratteristica è che camminano a quattro zampe. Possono mantenere la posizione eretta ma solo per pochi minuti. Sono persone autosufficienti, nel senso che possono mangiare e bere senza essere aiutati da nessuno. Hanno un vocabolario ristretto solo a un centinaio di parole, e si esprimono con frasi molti semplici, che non sono connesse l'una con l'altra. Nonostante siano cerebralmente indietro rispetto alle persone normali intuiscono tutto quello che gli succede intorno. E sono molto affettuosi. Durante la loro giornata non fanno nulla se non stare seduti o camminare attorno alla loro casa. Solo uno di loro, Huseyin, ogni giorno si allontana dall'abitazione e sta fuori per ore. Colleziona bottiglie, fogli di carta e altri oggetti che trova per strada. Per portarli a casa usa la bocca o la maglietta che indossa».
Alcuni scienziati non hanno nascosto il loro scetticismo nei confronti della sua scoperta...
«Perché nessuno ha mai pensato che ci potesse essere una sindrome capace di produrre simili effetti: uomini che camminano come quadrupedi e con capacità mentali limitate. Forse perché nel mondo evoluto quei rapporti fra lo stesso ceppo familiare, di cui parlavamo prima, sono scomparsi da tempo. E gli studiosi non sono più abituati a pensare che queste relazioni per la scienza rappresentano un patrimonio di valore inestimabile».