Così i bus fanno impazzire i romani

Passaggio del bus irregolare una volta su due, scarsa o nulla informazione a bordo, pochissime le pensiline alle fermate, praticamente una primula rossa il controllore, cortesi ed efficienti gli autisti. Questo il quadro, decisamente poco confortante, del trasporto pubblico di superficie a Roma. A dirlo è il Rapporto sulla qualità del servizio di trasporto in superficie dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma. Il periodo di riferimento del monitoraggio va dal 15 giugno al 19 settembre 2006. Le cifre in ballo vedono da un lato 2 milioni e mezzo di passeggeri al giorno, dall’altro la «flotta», come la chiama l’Atac: 2760 bus, 149 tram, 30 filobus.
«Il 52,2 per cento delle corse è regolare», scrive l’Agenzia. Quindi il 47,8 non lo è. In un caso su due, in sostanza, i passaggi del bus sono fortemente irregolari rispetto a quanto dicono le tabelle: il 26,5 per cento troppo ravvicinati (con 2-3 bus in fila indiana), il 21,3 per cento troppo distanziati. In entrambi i casi il disservizio condanna a lunghe attese (o prima o dopo) un passeggero su due. Nel 20,3 per cento dei casi, ammette il rapporto, il tempo d’attesa è molto superiore a quello programmato.
Se poi piove, va di male in peggio. Pensiline solo al 16,4 per cento delle fermate. Paline spesso piene di sgorbi: graffiti nel 61 per cento dei casi, una su cinque completamente illeggibile. Segnaletica orizzontale a terra largamente inadeguata. Nel 30 per cento delle aree di arresto del bus si trovano «impedimenti che possono creare difficoltà o pericolo di caduta». Veicoli, motorini, moto, anche in doppia fila.
Non va meglio una volta saliti sulla vettura. A conti fatti, a salvarsi sono solo gli autisti. Il 97 per cento indossa regolarmente la divisa e risponde con cortesia ai passeggeri, il 93 mantiene uno stile di guida adeguato, il 99 rispetta la corretta apertura/chiusura delle porte e la prenotazione di fermata. «Dalle 139 osservazioni effettuate - sottolinea il presidente dell’Agenzia, Bernardo Pizzetti - risulta un alto livello di prestazioni del personale viaggiante». Se si vuole cercare il pelo nell’uovo, l’1-2 per cento usa a bordo il telefono cellulare o la radiolina, dialoga rumorosamente con i colleghi. Ma sono solo peccati veniali.
Decisamente più grave, e non manca di sottolinearlo il Rapporto, è «la scarsa diffusione nelle vetture di display informativi e la quasi totale assenza di informazioni mediante annunci sonori». Queste ultime vitali per persone affette da disabilità visive o semplicemente molto anziane, con problemi di vista. «Il 99,1 per cento delle corse non registra la presenza a bordo dei controllori», dice l’Agenzia. Impossibile stimare il numero di portoghesi, mentre sicuramente la mancanza di controlli sul titolo di viaggio finisce col favorire indirettamente balordi, vandali e graffitari. Dal monitoraggio emerge, infatti, che il 21,2 per cento delle vetture è poco pulita, l’1,2 decisamente sporca. In particolare il 39 dei vetri non risulta pulito. Insomma, quanto ad igiene la situazione non è delle migliori. E se il 99,3 delle vetture non registra guasti alle porte, è anche vero che «il 12,8 ha la carrozzeria esterna danneggiata, il 10,1 ha dei graffiti sulla carrozzeria e il 20,3 ha i pannelli pubblicitari deteriorati». Ultimo dato significativo, rileva l’Agenzia, è l’affollamento dei mezzi. L’80 per cento delle vetture è risultata avere dei posti a sedere liberi. Il dato, suggerisce la stessa Agenzia, potrebbe spiegarsi con il periodo estivo del monitoraggio. Ma potrebbe derivare dalle code di cui si diceva all’inizio. In sostanza una cattiva organizzazione delle corse, che porta molti bus a viaggiare semivuoti.