Così i falsari creano celebrità

Allora, io ve la racconto per come l’ho capita, ma siccome in matematica andavo già male in prima media dovrete avere un po’ di pazienza. Dunque, c’è un certo Mark Borkowski che di professione fa il pubblicitario e sostiene di aver trovato la ricetta per diventare famosi. Così ha addirittura scritto un libro che ha per titolo, appunto, La formula della fama. Il sottotitolo, per la verità, è un po’ ambiguo: «Come intrallazzatori, falsari e creatori di stelle di Hollywood hanno creato la fabbrica della celebrità» e si presta, visto il tema, a qualche equivoco, ma, si sa, nessuno è perfetto...
Partendo dalla nota affermazione di Andy Warhol che «ciascuno di noi ha nella vita i suoi quindici minuti di celebrità», Borkowski l’ha corretta portando quei quindici minuti a quindici mesi. Se quindi B è il livello base di questo periodo, potenziandolo con la P, ovvero l’incremento di F, fama, per T, tempo necessario, nessuno tornerebbe a essere il Signor Nessuno che era in precedenza. L’equazione, per come è stata pubblicata dal quotidiano La Stampa, sarebbe la seguente: F(T) = B+P(1/10T+1/2T2). Non so voi, ma a me è già venuto il mal di testa.
Sostiene Borkowski che per non cadere nell’anonimato di ritorno bisogna alimentare la curiosità del pubblico attraverso idee, titoli, curiosità, stravaganze. È un’affermazione che ha il fascino dell’ovvio, ma noi non facciamo i pubblicitari e quindi la nostra è solo invidia. Per giustificare quanto sopra, l’insigne studioso sostiene che la pop-star Madonna è la riprova della correttezza della sua intuizione. È dagli anni Ottanta, infatti, che si reinventa ora cambiando il look, ora cambiando stile musicale, ora cambiando sesso (quello dei suoi partner, naturalmente, prima maschi, poi femmine, attualmente maschi-femmine).
Ora, è estate, fa caldo, le notizie scarseggiano, Borkowski, nonostante il cognome russo, è americano e questo in fondo spiega tutto: i manuali per divenire ricchi, per sfondare nel lavoro o con le donne vengono tutti da lì, da oltreoceano e noi, da vecchi europei scettici, cinici e disillusi li disprezziamo salvo poi correre a leggerli. State certi che una volta tradotto in italiano sarà un successo. Berkowski, insomma, la sua formula matematica l’ha trovata. I suoi quindici mesi non glieli toglie nessuno, poi, magari, può imitare Madonna.