Così i ministeri

Dal dicastero degli Esteri persino un milione per i sistemi formativi di Confindustria. E a Belluno centomila euro per il corso antistress

da Roma

«L’Ambasciata d’Italia possiede due sedi magnifiche, edificate nel XIX secolo in due dei più antichi giardini di Teheran, entrambi di proprietà, per diverse vicende, dell’aristocratica famiglia Farmanfarma imparentata con la dinastia dei Qajar». Così il sito della rappresentanza diplomatica italiana in Iran (www.ambteheran.esteri.it) presenta i propri uffici ai navigatori.
Quello che non si sapeva - e che il ministero della Pubblica amministrazione ha reso noto - è che la progettazione degli interventi di restauro è costata al ministero degli Esteri 830.976,73 euro dei quali 184.245,41 erogati nel 2007. Il valore è superiore ai 769.981 euro risultanti dalla gara d’appalto il cui esito è stato pubblicato sul notiziario dell’Oice nel 2004. Si tratta di una cifra inferiore agli 1,016 milioni di euro che la Farnesina deve corrispondere all’Ati Sistemi Formativi Confindustria per la fornitura di servizi informativi in materia di internazionalizzazione. Così come non sono di poco conto i 118mila euro corrisposti dal ministero allora guidato da Massimo D’Alema alla Sda Bocconi per la definizione di un modello formativo in materia di internazionalizzazione da inserire nei piani formativi regionali.
Le 674 pagine di consulenze e incarichi esterni affidati dai ministeri, però, riservano altre sorprese. Ad esempio, l’amministrazione penitenziaria della Campania, afferente al ministero della Giustizia, ha speso 11.190 euro per ingaggiare la sarta Rosanna Del Franco. Un caso più unico che raro considerato che quasi tutti gli incarichi esterni dei penitenziari riguardano infermieri, medici e psicologi oltre a qualche docente. La lista più lunga di consulenti riguarda i traduttori degli atti di estradizione. Gli interpreti stranieri sono per lo più sudamericani, russi e romeni anche se Gyongyver Hadhazi, che tradisce origini ungheresi, ha accumulato oltre 4mila euro l’anno scorso.
Se la traduzione di atti, tuttavia, è una funzione utile per le amministrazioni, si può sollevare qualche dubbio sulle consulenze di alcune prefetture. A Belluno devono essere ancora erogati i 99.999 euro di Flora Conte che ha svolto attività di interpretariato per il corso di formazione “Psicologia e antistress”. Lo stesso compenso spetta anche a Glauco Riem e Fulvio Rocco per un corso di formazione sul diritto di accesso e privacy. La prefettura di Prato, invece, deve corrispondere 14.440 euro (solo 1.440 erogati finora) a Harry Tallarita per il corso «La formazione al benessere come strumento di sinergia tra l’individuo e l’azienda». Chissà se l’avranno frequentato i dipendenti cinesi delle industrie tessili della zona.
Si può discettare anche sull’opportunità di altre consulenze. Il ministero dei Beni culturali, ad esempio, ha erogato oltre 5.600 euro a Livia Palmero per la verifica della conservazione della componente vegetale di un parco a Torino, mentre ha destinato circa 19mila euro alla Punto Doc per censire il materiale inutile contenuto nell’archivio delle Industrie Bosco. Misteri della catalogazione.
Non va meglio al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dal 2005 deve corrispondere 99.999 euro alla Ge.Ra srl per i problemi alla tramvia di Sassari, ma che nel frattempo ne ha trovati 151mila per Rocco Giordano, consulente in materia di sicurezza dell’autotrasporto. Del ministero dell’Ambiente targato Pecoraro Scanio si è detto di tutto e di più. Un esperto di aree naturali protette da 55mila euro non fa più notizia.