«Così i negozi riprendono fiato»

Renato Borghi: «È un buon inizio. Ma ci vorrebbe un Testo Unico per rispondere alle esigenze del territorio»

«Una moratoria? Francamente non mi risulta, però se sarà così, cosa vuole che le dica: non posso che essere contento». Renato Borghi, vice presidente dell’Unione del Commercio di Milano, accoglie con moderata soddisfazione l’imminente annuncio, da parte della Regione, di un temporaneo stop di nove mesi al rilascio di licenze commerciali per nuove strutture della grande distribuzione in Lombardia.
Nove mesi nei quali, difficilmente verrà approvata la quindicina di domande giacenti in assessorato e che permetteranno così al commercio medio-piccolo di riprendere un po’ di fiato dopo lo sviluppo a macchia d’occhio degli ipermercati in questi ultimi anni. «Perché - spiega Borghi - sarà anche vero che i metri quadri della grande distribuzione per abitante, qui in Lombardia, sono in linea con la media europea, però è altrettanto vero che la crescita di questa tipologia di strutture non ha consentito uno sviluppo equilibrato dell’intero commercio».
«Quello che mi auguro - aggiunge ancora Borghi - è che davvero si cominci a selezionare i nuovi operatori, affinché si possa davvero avere una grande distribuzione di alta qualità, fatta da operatori importanti e seri. Finora invece si è dato spazio solo alla quantità: non solo sono stati superati i tetti fissati per legge, ma addirittura andati oltre il 50% di sforamento consentito».
Quello della Regione è quindi, per l’Unione del Commercio milanese «un buon inizio, in previsione della predisposizione del nuovo Piano Triennale del commercio. Anche se, quello che noi commercianti ci aspettiamo da Formigoni è l’elaborazione di un Testo Unico Regionale. Perché non si capisce come una Lombardia così evoluta come la vuole appunto il suo governatore, debba fare riferimento alla legge Bersani. Penso che la Regione sia in grado da sola di sviluppare, con la nostra collaborazione, un testo adatto a rispondere alle esigenze del territorio».