Così Indro difese il nostro quotidiano

L’elezione di Jimmy Carter alla presidenza degli Stati Uniti non appare oggi - con il senno di poi, e a giudicare dai risultati che Carter ottenne - un evento di straordinaria importanza. Preferisco dare rilievo alla prima pagina in cui Montanelli promosse una estrema iniziativa per difendere la caratteristica che il Giornale aveva inizialmente avuto: quella cioè d’essere in mano ai giornalisti, senza padrini né protettori. In quelle condizioni il cammino del Giornale s’era presto rivelato difficile, i conti non tornavano: anche per il blocco imposto dal governo al prezzo dei quotidiani. A quel punto Montanelli pensò di fare appello ai lettori, lanciando una campagna d’abbonamenti - “ordinari” e “sostenitori” - che consentissero di dare sollievo alla situazione finanziaria. Si vide poi che anche questa strada non aveva sbocco. E per fortuna arrivò Berlusconi.
L’inaugurazione della stagione scaligera offrì ai soliti gruppi antagonisti, smaniosi di far disordine, l’occasione per inscenare a Milano una parodia di guerriglia. Nonostante tutto l’Otello andò regolarmente in scena, ma ci furono incendi, vandalismi, lanci di lacrimogeni, fermi. Non pochi tra gli estremisti di allora - e simpatizzanti - siedono adesso in consigli d’amministrazione, a dimostrazione di come gira il mondo.