«Così Jaguar darà filo da torcere ai suoi rivali»

Parla il presidente Enrico Romano. Le strategie del 2006

Enrico Artifoni

da Milano

«Il massimo del comfort e del lusso, ma anche la sportività: sono, da sempre, le facce del marchio Jaguar. E a questi caratteri distintivi rimaniamo fedeli, a prescindere dalle mode. Come dimostrano le ultime novità, la XK nelle versioni Coupé e Cabrio e la Daimler Super Eight, che gli appassionati potranno ammirare per la prima volta in Italia al Motor Show di Bologna». Così Enrico Romano, fresco successore dell’inglese Jon Lewis a capo della Jaguar Italia, annuncia la partecipazione della casa inglese alla 30ª edizione della rassegna emiliana, in programma dal 3 all’11 settembre. Con Romano facciamo il punto sull’andamento e le prospettive della Jaguar e della sua filiale nel nostro Paese.
Come sono andate quest’anno le vendite in Italia?
«Chiuderemo il 2005 in calo, con 4.500 unità vendute rispetto alle 6mila dello scorso anno. Ma c’è da considerare che l’intero segmento dell’alto di gamma è in difficoltà e solo negli ultimi mesi abbiamo avuto qualche segnale di ripresa. Jaguar Italia, comunque, rimane la terza filiale al mondo per risultati, dopo quella inglese e tedesca. E l’anno prossimo, con l'arrivo di nuovi importanti modelli, potremo fare senz’altro meglio».
Che cosa arriverà sulle nostre strade nel 2006?
«La nuova XK, innanzitutto. Sarà lanciata a fine marzo con il motore aspirato di 4.2 litri abbinato al cambio a 6 marce sequenziale. Ma già prima dell’estate la gamma sarà ampliata con il motore V8 di 3.5 litri ed entro fine anno si aggiungerà la versione equipaggiata con il motore sovralimentato da 395 cavalli. Un’auto che darà del filo da torcere a molte rivali».
Si sa, le prestazioni non bastano mai. Ma ci sono solo vetture sportive nel futuro di Jaguar?
«Assolutamente no. Anzi, torneremo massicciamente a puntare sul lusso, il comfort e la silenziosità di vetture al top come la Daimler Super Eight, la versione speciale dell’XJ che segna il ritorno dello storico marchio, famoso per il prestigio dei suoi modelli. L’abitacolo di questa vettura è rivestito con legni pregiati e pelle in pieno fiore e ha pure i tradizionali tavolinetti in radica per i posti posteriori. Insomma: il massimo dell’opulenza e delle comodità. Esattamente ciò che vuole, da sempre, il cliente Jaguar».
Con modelli come la Serie 1 e la Classe A, tradizionali rivali di Jaguar come Bmw e Mercedes hanno ampliato la loro presenza al segmento delle compatte. Seguirete l’esempio?
«No, semmai saliremo di gamma».
Con una Sport Utility, magari?
«Lo escludo. Nell’ambito del Pag (il Premium automotive group di cui fanno parte i marchi di prestigio del gruppo Ford, ndr), fanno già bene la loro parte in questo settore la Land Rover e la Volvo. Il nostro compito è diverso».
Quale sarà dunque, dentro il gruppo Ford, il futuro di Jaguar?
«Ford ha confermato l’importanza fondamentale del Pag e ha dato piena fiducia ai programmi di sviluppo di Jaguar. Gli altri marchi stanno facendo un buon lavoro. Noi abbiamo qualche difficoltà in più, ma già nei prossimi mesi prevediamo un significativo recupero di redditività».