Così l’hip hop ha vinto i pregiudizi

È il mondo della danza di strada a essere protagonista sul palcoscenico dell’Ambra Jovinelli. Apre oggi i battenti la sesta edizione di «Roma Hip Hop Art», tradizionale vetrina per gli artisti di strada. Fino al 12 settembre, compagnie provenienti da tutto il mondo (tre solo dalla Francia), con oltre trenta danzatori si alterneranno sul palcoscenico del teatro dell’Esquilino. Unica quest’anno la location, l’intero festival si concentrerà a piazza Guglielmo Pepe, dove questa sera sarà inaugurata la mostra fotografica di Giuseppe Di Stefano «Cinque anni di Hip Hop», che ripercorre la storia del festival. Alle 21 seguirà lo spettacolo della compagnia «Almost Famous» diretta da Daniele Baldi. Nella serata della Notte Bianca il festival lascerà spazio alla kermesse «Hip Hop international 1» ospitando ballerini provenienti dalla Francia e dall’Iran. Di particolare interesse le coreografie create per «Departure», ballata da 13 artisti, da Afshin Varjavandi, eclettico coreografo iraniano che lascia molto spazio nei suoi lavori alla teatralità e che vive in Italia da due anni. Per quanto riguarda gli spettacoli in cartellone, si prosegue anche domenica con l’hip hop internazionale. Lunedì alle 17.30 il teatro ospiterà il dibattito «Poesia, danza e musica: dalla strada al teatro, una via italiana a favore della moratoria internazionale contro la pena di morte»; tra gli ospiti anche il rapper americano Capitan X, ex detenuto impegnato nella campagna per l’abolizione della pena di morte, che poi si esibirà con la Black Soulz Dance crew. Martedì invece balleranno 15 tra i migliori gruppi italiani di danza di strada. La chiusura sarà con alcuni coreografi di danza contemporanea come Mauro Astolfi, Ricky Bonavita, Enzo Celli e Milena Zullo che presenteranno la loro esperienza con il linguaggio dell’hip hop. «Per me - spiega il direttore artistico Vittoria Ottolenghi -, la danza di strada è stata una piacevole scoperta. All’inizio ero convinta che la danza fosse una: quella d’école. Questi ragazzi mi interessano sia da un punto di vista sociologico che per la capacità di cercare da soli la danza, senza scuola». Ingresso gratuito.