Così l'abilità artigiana è digitale

Elena Banfi

Dici artigiano e immagini un uomo di una certa età chiuso nella sua bottega. Invece i «makers» di oggi dimostrano abilità 4.0 nella ricerca di bellezza e qualità attraverso manualità e innovazione. Così ha fatto Doucal's, azienda di calzature artigianali di lusso, che ha inventato uno straordinario linguaggio per tramandare la sua cultura manifatturiera. Fondata nel 1973 a Montegranaro, culla marchigiana dell'eccellenza calzaturiera, è guidata dalla seconda generazione di artigiani visionari. Sono loro, i fratelli Giannini, gli artefici di Doucal's 4.0, progetto promosso con due dipartimenti dell'Università Politecnica delle Marche. Lo scopo è incredibile: digitalizzare le abilità manuali dell'artigiano calzaturiero per agevolare la formazione del personale, ridurre gli errori, ottimizzare la produzione e tramandare le competenze. La tecnologia applicata alla formazione velocizza i processi e colma il gap. C'è da chiedersi da dove arrivi il desiderio di svelare segreti spesso tenuti sotto chiave. I protagonisti del progetto sembrano usciti dalla saga di Matrix. Occhiali smart virtuali indossati da artigiani addetti a taglio, giunteria e montaggio, dotati di microcamera per riprendere le loro azioni in tempo reale (certi modelli nascono da 140 operazioni manuali) e collegati a un computer che esamina ogni fotogramma, analizza la ripetitività delle operazioni e la standardizzazione del processo produttivo. Il patrimonio di conoscenze è in una banca dati fruibile a distanza su diverse piattaforme. Con la presenza dei capolavori calzaturieri Doucal's nei più importanti department store (presto anche da Harrods, Selfridges e Fenwick), con l'elegante showroom di Milano e due monomarca a Milano e Parigi, curati servizi ai clienti e l'obiettivo di raggiungere i 20 milioni di fatturato nel 2020, i fratelli Giannini sono andati oltre, rivelando ciò che rende durevoli le cose belle: saper trasmettere.