Così la Liguria ritrova la strada

(...) e sono i collegamenti con il Levante ligure per liberare i paesi dall’isolamento. Perché a tre giorni dalla catastrofe la regione resta ancora una terra spaccata a metà: una ventina di strade provinciali chiuse e località come Zignago, Calice al Cornoviglio, Vernazza, Beverino, Rocchetta e Pignone separate da un muro di fango e detriti dalla Val di Vara. Si lavora incessantemente giorno e notte per ripristinare l’autostrada A12, almeno un senso unico alternato entro oggi. Il direttore dell’ispettorato vigilanza concessioni autostradali Anas è ottimista e prova a rincuorare gli animi dicendo che da stamani le macchine torneranno a scorrere sulla A15 e la A12.
Ma il danno è enorme, soprattutto tra Brugnato e Carrodano, ripetono i tecnici sul luogo del disastro. «Stiamo lavorando per riaprirla almeno parzialmente da oggi. Ma ci vorranno tempi lunghi», ribadisce l’ingegner Emer Scirè della Società Autostrada Ligure Toscana (Salt). Come se oltre alle vite, l’onda di fango si fosse inghiottita anche ogni certezza. Resta solo quella della vastità della distruzione. La quantità di terra franata che non lascia sperare in nulla di buono, quantomeno non rapido e veloce. Lo dice pure il capo della protezione civile Franco Gabrielli alla popolazione di Vernazza: «Non siete il Vajont, ma non siete neppure in una situazione facile. Dovete avere pazienza, qui ci vuole tempo. Non è un intervento facile». In provincia della Spezia, il governatore ha sospeso le lezioni nelle scuole superiori fino al 31 ottobre.
E come se la terra non fosse ancora sazia di miseria e distruzione, ieri è scesa nuova frana sul passo del Bracco, lungo l’Aurelia tra Sestri Levante e La Spezia. Decine di camion, alcuni dei quali trasportavano animali, sono rimasti bloccati tra Deiva Marina e Sestri, senza poter andare né avanti né indietro.
Le buone notizie per fortuna arrivano in serata, quando al comunicato dell’Anas che annuncia la riapertura dell’Aurelia tra Genova Pogliasca, Borghetto Vara e Brugnato, si aggiunge quello delle Ferrovie dello Stato: il binario lato mare tra Monterosso e Corniglia sulla linea Genova-La Spezia funziona di nuovo. Ed è come una boccata d’ossigeno dopo 48 ore di apnea. Di più, perché la tratta è stata riattivata già nel primo pomeriggio per il trasporto dei mezzi di soccorso. Per motivi di sicurezza, fa sapere Fs, la fermata di Vernazza non potrà essere utilizzata per il servizio viaggiatori. Ma quello che conta ora è riuscire a intravvedere il ritorno ad un barlume di normalità. Anche con tutte le difficoltà delle telecomunicazioni, dell’acqua potabile che ancora manca in alcuni paesi così come il gas. Un altro segno di ripresa: ieri ad Aulla hanno aperto i negozi che si erano salvati dall’onda di fango. D’accordo, ci sono ancora le tratte a lunga percorrenza Genova-Roma, Ventimiglia-Roma e La Spezia-Milano che sono fuori uso. Per raggiungere La Spezia da Genova ci sono i treni via Voghera-Piacenza Fidenza-Pontremoli e contrario al costo del biglietto calcolato sulla distanza diretta e non sull’allungamento del percorso. La frontiera di fango che divide la Liguria ora inizia a far meno paura.