«Così la Madonna di Lourdes mi ha guarita»

Andrea Tornielli

nostro inviato a Salerno

«Ringrazio il Signore e la Madonna, non so perché queste grandi grazie sono capitate proprio a me... ». La signora Anna Santaniello ha 94 anni e più di mezzo secolo fa è stata guarita da una grave malformazione cardiaca durante un pellegrinaggio a Lourdes. Ieri, dopo cinquantatré anni, quella guarigione è stata dichiarata miracolosa e riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa. L’annuncio è stato dato dall’arcivescovo di Salerno, Gerardo Pierro, al termine della celebrazione conclusiva dell’assemblea nazionale del Segretariato pellegrinaggi italiani che si è svolto a Pontecagnano. La signora Santaniello, commossa e felice, ha assistito alla cerimonia. Il Giornale l’ha intervistata.
Che malattia aveva?
«Ero ancora una bambina quando i medici spiegarono a mia madre che ero malata di cuore. La stessa malattia che aveva colpito i miei fratelli, un maschio morto a 29 anni e una sorella, morta a 33».
Precisamente di che cosa si trattava?
«Di una forma reumatica aveva compromesso una valvola cardiaca. Mia madre supplicò i dottori di non dirmi niente, di dire soltanto che avevo la bronchite. Non voleva che mi disperassi, vedendo quanto già soffrivano per la stessa malattia i miei fratelli».
Quali erano le sue condizioni di salute?
«La mia infanzia e la mia adolescenza sono state caratterizzate da privazioni e sacrifici. Anche andare a scuola mi era diventato difficile, a ogni passo che facevo mi veniva l’affanno. Poi, crescendo, le mie condizioni si sono ulteriormente aggravate e poco a poco sono stata costretta a letto. Non riuscivo più a respirare. Era il 1952 e ormai i medici mi davano per spacciata».
Che cosa accadde?
«Io sono sempre stata devota alla Madonna, l’ho sempre pregata. Mi sembrava di sentire che lei mi invitasse ad andare a Lourdes. Dissi a mio fratello che il mio ultimo desiderio era quello di recarmi là in pellegrinaggio... ».
Quale fu la reazione?
«Mio padre era già morto e i miei familiari si opposero, non volevano, erano certi che non sarei sopravvissuta al viaggio. Con le ultime forze che avevo in corpo insistetti: “La Madonna mi dice che devo andare”, ripetevo loro. Partii contro la volontà dei miei, sotto la responsabilità del medico e del sacerdote. Arrivai a Lourdes distesa in barella perché non potevo più fare un passo».
E lì che cosa avvenne?
«Dissi a tutti che ubbidivo solo al Signore. Le suore mi immersero nella piscina. L’acqua era ghiacciata, ma avvertii subito qualche cosa che mi ribolliva in petto. Era come se qualcuno mi stesse restituendo la vita. Dopo pochi istanti mi alzai da sola e rifiutai l’aiuto dei barellieri, che invitai ad andare dagli altri ammalati perché io ormai ero in grado di cavarmela. Mi guardarono increduli e stupiti. Fino a un momento prima non potevo muovere un passo ed ero ormai vicina alla morte, dopo quell’immersione nell’acqua benedetta scaturita dalla grotta dove Bernadette aveva visto la Vergine, avevo ripreso tutte le mie forze. Il mio corpo, prima gonfio, era ritornato normale».
Che cosa fece una volta tornata a Salerno?
«Un’amica mi consigliò di sottopormi a una visita da uno specialista. Mi rivolsi a un professore famoso, Dogliotti, un luminare di Torino. Mi visitò e concluse che ero sanissima, che non avevo nulla, che il mio cuore funzionava perfettamente. Non seppe spiegarsi tutti i certificati medici precedenti e la documentazione che gli avevo portato».
Come ha vissuto da allora?
«Benissimo. Pensi che ancora oggi non assumo alcun farmaco. La documentazione del mio caso fu inviata a Lourdes ed esaminata: nel 1964 il mio caso venne dichiarato una guarigione straordinaria. Ma soltanto oggi la diocesi di Salerno ha riconosciuto ufficialmente il miracolo, dopo che il dottor Domenico Della Porta, presidente della commissione diocesana che ha esaminato il mio caso, ha recuperato gli incartamenti rimasti tanto tempo dimenticati».
Come trascorre le sue giornate?
«La mia casa la vede, è una piccola chiesa. Io passo molto tempo in preghiera. Prego per la mia gente, per i preti, per i giovani che devono ritrovare la retta via. Chiedo sempre alla Madonna di aiutarmi. Due anni e mezzo fa sono caduta dalla scala mentre tentavo di pulire il lampadario e mi sono fratturata il femore. I medici mi avevano detto che sarei rimasta per mesi a letto e poi in sedia a rotelle. Mi sono rivolta a Maria e ho ripreso a camminare, senza bisogno del gesso. Per me è un secondo miracolo».