Così le mamme fanno salotto (virtuale)

Mamme reali, mamme virtuali, rete delle mamme e mamme della Rete. Al di la dei giochi di parole, le madri, quelle che una volta si scambiavano consigli davanti a una tazza di tè, sono sempre più sul web a parlare dei loro figli. E lo strumento scelto per esternare al mondo crucci e gioie dell’allevamento dei propri cuccioli è quello del blog, del diario che galleggia nell’immensità di Internet. Non stupisce, visto che ormai ci sono blog su tutto: da quello dei patiti delle carabine ad aria compressa (con tanto di prove balistiche) a quello dei neo fidanzatini che sull’onda dell’amore vi raccontano l’organizzazione del loro matrimonio (con tanto di foto degli sponsali).
La categoria mamme, con tutte le decine di sottogeneri, ordini e classi (neo-mamme, mamme-che-lavorano, supermamme, mamme-single, mamme con decine di marmocchi...), è veramente fra le più inflazionate. Il blog più noto, tanto da essere diventato un libro, quello con decine e decine di post, è nonsolomamma.com, scritto dalla giornalista Claudia De Lillo. Si apre con una frase che le sue accanite lettrici possono recitare come un mantra: «Una casa a wisteria lane (la via delle casalinghe disperate, ndr), due hobbit, un marito part-time e un lavoro a tempo pieno». E non è raro che consigli e situazioni descritti da Elastgirl (così si autodefinisce la De Lillo) vengano citati come argomento di conversazione femminile (o in quei conciliaboli segreti tra padri che si ingegnano a cambiare pannolini). Ma in realtà i diari digitali spaziano su tutto l’universo che parte col puerperio e si chiude con le risse delle medie attraversando tutte le sfaccettature che separano il serio dall’ironico: mamma...e adesso?, unamamma.it, madresnaturata.splinder.com, mammagiramondo.blogspot.com...
Sono utili? Sono solo un altro aspetto del narcisismo che ci costringe a rendere pubblica ogni faccenda della nostra vita come fossimo in un reality show? Difficile rispondere. Però spezziamo una lancia a favore del network genitoriale. I genitori lavorano sempre di più, molti nonni latitano e vanno a fare i ragazzini in vacanza (e non in vacanza con i ragazzini). Quindi magari il narcisismo imperversa e nessuno ne è alieno, ma ogni tanto il motivo che ci butta in Rete è la voglia di avere un consiglio paritario da qualcuno che vive le tue stesse cose. Insomma il blog è il consiglio che la generazione precedente non può darti, o quello che dalla generazione precedente non vorremmo sentire.