"Così Mautone gonfiava gli appalti"

Roma - Prezzi «esagerati», anche del 300 per cento. Aumenti solo in parte giustificati dalla durata del «global service» napoletano per la manutenzione stradale. Nel suo interrogatorio del 20 dicembre di fronte a gip e pm napoletani il geometra Nicolò Muratto conferma i dubbi degli inquirenti. E racconta quella consulenza sulle tariffe assegnatagli dall’ex provveditore Mario Mautone. Perizia svolta su carte che Mautone, all’epoca già trasferito a Roma, aveva avuto dagli ex assessori Nugnes e Laudadio.

L’incontro con gli assessori
«Mautone mi pregò di attendere per un incontro con gli assessori Nugnes e Laudadio e l’ingegner Salzano del Comune. L’incontro avvenne in una sala al primo piano del Provveditorato. Furono consegnati a Mautone alcuni elaborati per un parere sui prezzi (...) e Mautone le dette a me dopo la riunione, che durò una mezz’oretta (...) ».

La perizia sui prezzi

«(Mautone) Mi ha dato due documenti, un elenco prezzi e una relazione dell’Arpa. (...) Quando ho visto questo cose ho trovato che una buona parte dei prezzi erano di mercato, cioè desunti dal prezzario regionale 2007, invece c’erano 17 prezzi che erano esagerati. Non solo l’ho detto a Mautone, ma l’ho scritto: ho fatto una relazione in cui ho segnato tutti questi prezzi di quanto erano maggiorati, chi del 300, chi del 120. Il prezzario per 17 prezzi era esagerato. (...) Mautone mi disse “teniamo però conto che questo è un lavoro che si farà in 9 anni”, e allora mi disse “fate un conto dell’incidenza del fisco per nove anni”. (...) La mia valutazione si ferma che l’appalto è caro, in termini di gara che si dovesse fare domani e dei lavori che durano un anno».

Ci guadagna l’impresa
Il gip domanda a Muratto: a questi prezzi chi ci avrebbe guadagnato? Muratto non ha dubbi: «L’impresa. Il comune, appaltante, spendeva 50 milioni di euro in più».

Gli affari del provveditore

«Nel 2002, quando Mautone è venuto a fare il provveditore a Napoli, mi ha chiamato e mi ha detto: “Vuoi collaborare con me, per le cose mie private, non di ufficio?”. Di privato Mautone gestiva i suoi collaudi e le sue consulenze. Quindi io non ho mai fatto pratiche d’ufficio. (...) Mautone mi faceva nominare suo coadiutore».

La stanzetta al provveditorato
«Quando Mautone è andato a Roma, ha lasciato un mare di carte dei suoi incarichi privati. Allora queste carte sono state messe in una stanza (...). Io quando dovevo fare qualche cosa per lui andavo lì e prendevo le carte. Avevo le chiavi di questa stanza e degli armadi».