«Così a mio figlio disabile vietano la scuola»

NapoliLa scuola è la ragione di vita più importante per Emmanuel, 11 anni, studente di prima media, portatore di un grave handicap. Succede spesso, invece, che questo ragazzo cerebroleso, sia costretto a saltare le lezioni. Perché? L’ascensore «supermoderno» della scuola che frequenta, la Santa Maria di Costantinopoli, situata nel centro storico di Napoli, pur essendo stato collaudato, non funziona. Misteri napoletani, che i genitori del bambino, pur avendo chiesto spiegazioni a scuola, non sono riusciti a decifrare.
Emmanuel, grazie all’aiuto di mamma e papà o di volontari, in particolar modo i suoi compagni di scuola, viene portato a braccia in classe, superando così i due piani di scale che lo separano dal suo banco. «Quando mio figlio non riesce a raggiungere la sua classe ed i compagni, si intristisce e piange», dice papà Giovanni. «Noi facciamo di tutto per esaudire questo suo desiderio di studiare e stare con gli altri. Anche quando piove e, non è facile, ci facciamo in quattro per farlo arrivare al suo posto», racconta questo padre che, nel silenzio delle istituzioni, sta portando avanti la sua battaglia per garantire il diritto allo studio al suo bambino.
Giovanni e sua moglie Imma raccontano il loro calvario. Imma: «Al momento della preiscrizione al primo anno delle medie, mi sono accertata che vi fosse l’ascensore. Provenivamo già dalla brutta esperienza della scuola elementare». Sì perché, anche lì, al diciannovesimo Circolo didattico Ex Froebeliano, c’era un ascensore supermoderno, mai collaudato. In quel caso, mamma e papà o l’assistente materiale, trasportavano a braccia Emmanuel ogni giorno: tre piani a salire e tre a scendere.
Racconta Imma: «La nostra battaglia per mettere in moto l’ascensore è durata un anno e mezzo, poi la situazione si è sbloccata». Sull’ascensore della Santa Maria di Costantinopoli, la mamma di Emmanuel rievoca ancora. «Al momento della preiscrizione ci era stato garantito l’uso dell’ascensore entro il termine dei lavori di ristrutturazione dello stabile, previsto pochi mesi dopo. Ma di rinvio in rinvio del collaudo, siamo arrivati al primo giorno di scuola, senza l’ascensore».
Un collaudo sarebbe stato eseguito ma, dopo i 20 giorni di attesa previsti dalla burocrazia, l’ascensore è rimasto bloccato al piano terra. Ma non è tutto: c’è anche un’altra barriera architettonica che non è stata abbattuta. La pedana che dovrebbe consentire il superamento della scala d’ingresso non è mai stata realizzata. E così, Emmanuel, bambino volenteroso, ogni giorno, con l’aiuto di mamma e papà o dei compagni, compie la sua scalata per arrivare in classe. Giovanni chiede aiuto. «Vorremmo risolvere questo problema. Chi è disposto a darci una mano? In classe, tra i suoi amici, nostro figlio ritrova il sorriso e la sua voglia di vivere aumenta. Emmanuel ama la scuola e lo studio. Ma così, nel terzo millennio, i suoi diritti vengono lesi e anche la sua dignità di cittadino».
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