«Così la moda ha risvegliato Milano»

Qualcuno ha parlato di «rivoluzione». Altri di «svolta». Altri ancora di «nuovo corso della moda milanese». E su una cosa tutti sono d'accordo: a Milano qualcosa è cambiato. In meglio. Tra le sfilate in Galleria e la Vogue Fashion's Night Out che hanno fatto da apripista alla settimana, le iniziative per i giovani, gli eventi aperti al pubblico, le mostre e le inaugurazioni di boutique, gli anniversari, i concerti, e le sfilate nei palazzi storici, a Milano si è respirata davvero quella «nuova energia» come tutti auspicavano.
In attesa che arrivi il nuovo amministratore delegato di Camera Moda, Jane Reeve, («segnale che Milano sta diventando sempre più internazionale» secondo il sindaco Giuliano Pisapia) imprenditori, stilisti e istituzioni hanno dato un forte segnale di unità. E di impegno per il rilancio di Milano. L'ha persino ammesso Anna Wintour.
E, polemiche a parte, mentre ci si aspetta di superare il record di incassi della scorsa edizione di settembre (28 milioni di euro di indotto), i primi bilanci della settimana sono più che positivi. «Abbiamo lasciato a bocca aperta inglesi e americani, che non si aspettavano tutto questo, dobbiamo continuare così» ha detto il presidente di Camera Moda Mario Boselli al cocktail di chiusura andato in scena a Palazzo Reale, nella Sala delle Cariatidi, dove è appena stata inaugurata la mostra su Pollock.
Tanti anche i commenti positivi a caldo nei giorni di sfilate e presentazioni. Da Roberto Cavalli, «soddisfatto del nuovo corso della settimana della moda e dell'appoggio dato dal Gruppo Condé Nast alla fashion week». Fino a Diego Rossetti, felice di vedere «che luoghi simbolo della città come la Scala e la Galleria vivano anche durante la fashion week: è giusto che tornino ad essere il salotto di Milano».
E proprio il debutto «fashion» della Scala è stata una delle new entry più significative della settimana. Una serata magica, «non solo per la strepitosa esibizione di Vittorio Grigolo», racconta Lavina Biagiotti, «ma anche perché ci siamo ritrovati tutti insieme dopo tanto tempo: sembrava la convocazione della Nazionale». Fra gli altri «effetti speciali» della settimana, l'apertura della Sala delle Cariatidi a tre giovani stilisti, con tanto di ingresso dallo scalone dell'Arengario, la «metamorfosi» dell'ex cinema Manzoni dove con la mostra su Fendi e il cinema (aperta fino al 6 ottobre), e i tanti cortili nascosti di Milano aperti, a sorpresa, proprio dalla moda. Spazi «alternativi» come quello di Moschino aperto per i 30 anni della maison e per concerto di Gloria Gaynor (forse il party più riuscito della settimana), e poi cortili storici: da quello dietro il nuovo store di Stuart Weitzman in Sant'Andrea, con Kate Moss accolta come una rockstar, al piccolo gioiello di Villa Meissen in Montenapo. Non solo party e sfilate comunque: anche i saloni di moda «contemporary», Super a Palazzo delle Scintille e White in via Tortona, hanno avuto un gran successo.