Così il mondo fa vedere a Genova come si rende onore a un Italiano

Diego Pistacchi

Due anni fa molte lettere finivano nella grande borsa ancora chiuse. Graziella non aveva neppure la forza di aprirle tutte e di leggerle, quelle lettere toccanti scritte in memoria di suo fratello, Fabrizio Quattrocchi, morto facendo sentire orgogliosi gli italiani. Oggi quella borsa non basta più. Ogni giorno arrivano testimonianze da tutta Italia, da tutto il mondo. E lei, Graziella, cerca di dedicare quanto più tempo possibile a ringraziare, a rispondere. Lo ha fatto pubblicamente ogni volta che ne ha avuto la possibilità, in tv e sui giornali. «Ma mi riprometto di farlo personalmente, di contattare tutti quelli che non ci hanno lasciti soli», aggiunge oggi.
C’è chi ha mandato poesie, toccanti, sentite. C’è chi ha dedicato a Fabrizio un libro, chi ha deciso di affidare allo scalpello il compito di realizzare una statua in grado di esprimere i suoi sentimenti di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Poi ci sono tutti i giornali, tutte le più piccole notizie che riguardano il bodyguard genovese che ha distrutto i suoi assassini con una frase. E ci sono le lettere ufficiali, ma non per questo meno gradite, come quelle che il ministro degli Esteri della Giordania ha scritto alla famiglia Quattrocchi per conto del re. «Sono rimasto sconcertato dall’assassinio dell’ostaggio italiano in Irak, Fabrizio Quattrocchi - scrive il ministro -. Mentre il mio governo condanna con la massima durezza questi crudeli e barbari atti, voglio offrire le mie sincere condoglianze al governo italiano, insieme alla mia profonda simpatia alla famiglia della vittima e al popolo italiano». Rispetto e profonda ammirazione per il gesto del bodyguard genovese sono stati «firmati» anche con il bollo del governatore di New York, degli ambasciatori spagnolo e francese in Italia.
E tra i ricordi di come il mondo si è inchinato davanti a Fabrizio Quattrocchi, la famiglia conserva anche i ritagli di stampa che parlano di un George Bush commosso nell’osservare che «un semplice genovese ha portato l’Italia nel mondo». Ma l’uomo più potente del mondo diventa come «tutte le mamme che scrivono per dire che Fabrizio è come un figlio per loro». Parole di Graziella, che oggi spera di non essere tradita dalla sua Genova.