Così Mv Agusta «chiama» la pista Ed è subito sensazione Brutale

nostro inviato a Schiranna (Varese)

Questa volta è Brutale veramente. La sensazione, salendo sulla nuova 1078 Rr Mv Agusta, è quella di una bestia nervosa da domare con la forza e l’esperienza. Sotto ci sono circa i 154 cv del motore ricavato dal modello racing F4 312Rr e una ciclistica che è un gioiello ammirato nei saloni internazionali e un modello invidiato dagli ingegneri giapponesi. Il motore spinge da subito e «allunga» ancora di più dopo i 3mila giri, con un’aggressività da motard.
Non ci sono più quei piccoli buchi nell’erogazione che si sentivano ancora nelle 910. Per qualcuno i cavalli sono addirittura troppi, 15 in più della precedente, ma per chi è abituato alla Brutale 910 (come chi scrive), la nuova Mv rappresenta davvero il compimento perfetto del progetto Brutale. Impianto frenante Brembo di grande potenza (pinza radiale monoblocco), cerchi in lega Marchesini, ruotone posteriore da 190, avantreno inchiodato a terra (nelle curve sembra di viaggiare su dei binari), impugnatura larga del manubrio, cambio di estrema precisione e rapidità, design superbo. La coppia è salita a 96 Nm a 8.000 giri a 117 Nm a 8100 giri, la velocità massima supera i 260 orari. Prezzo: 18.690 euro.
L’altra moto provata dal Giornale è il top di casa Mv. Parliamo della F4312 Rr, la versione stradale della moto vincitrice del campionato italiano superbike. In strada la F4312 Rr trasmette tutte le sconnessioni del terreno, anche le vibrazioni si fanno sentire, ma la scomodità è ripagata da un motore entusiasmante. Quando si apre il gas sembra di guidare un caccia. La moto «chiama» la pista, dove si potrebbe dare sfogo ai 190 cv del 4 cilindri di 1.078 cc (la precedente versione era di 996 cc). Sono stati modificati i rapporti di cambio per «addolcire» l’erogazione della F4. Ora le prime tre marce sono più lunghe per spalmare meglio la potenza (enorme) della moto. Il risultato è che in prima si raggiungono i 140 orari, 180 in seconda e 216 in terza. Nel nostro giro di prova intorno al lago di Varese, non abbiamo avuto nemmeno bisogno di inserire la quarta, raramente la terza, tanto è generoso il motore di questo gioiello del «made in Italy». Anche sulla F4 312 è stata montata la frizione antisaltellamento che affianca il sistema frenante Ebs (Engine Brake System), risultato: il rilascio del gas è più graduale e progressivo, e la moto dà più confidenza al pilota anche se rimane appannaggio di motociclisti esperti. Ricordiamo che la F4 può superare agevolmente i 300 orari (da qui la sigla) con un’accelerazione impressionante. I freni sono Brembo Racing, l’impianto utilizzato dalle superbike, con due dischi da 320mm di diametro sull’anteriore. Altri elementi invariati dalla precedente F4: forcella Marzocchi, «mono» al posteriore firmato Sachs dotato di regolazione idraulica. Ogni elemento è curato per creare una moto di grande fascino e bellezza. Una moto per veri amanti delle due ruote e per chi può spendere 21.390 euro per regalarsela.