Così Obama tenta il rilancio:per il discorso sull'Unioneinvita la segretaria di Buffett

Il presidente al Congresso per il discorso sullo Stato dell'Unione: al centro occupazione, fisco e casa. E tra gli ospiti d'onore Debbie Bosanek, la segretaria più famosa d'America

Quindici minuti di fama non si negano a nessuno, sosteneva Andy Warhol. E così questa notte la segretaria più famosa d'America avrà tutte le telecamere dei più grandi network puntate su di lei. Debbie Bosanek di Omaha, segretaria storica di Warren Baffett (il secondo uomo più ricco degli States con un patrimonio di circa 40 miliardi di dollari) è stata invitata personalmente dal presidente Obama come ospite d'onore. E siederà negli scranni del Congresso accanto alla first lady Michelle, mentre Obama pronuncierà a camere unificate l'atteso discorso sullo Stato dell'Unione.

Di solito, durante la lettura dello Stato dell'Unione vengono invitati tre, quattro o anche cinque ospiti d'onore, i quali sono menzionati dal presidente e applauditi dai senatori e congressmen con minuti di standing ovation perché si sono distinti come cittadini modelli. Sono poliziotti o vigili del fuoco che hanno rischiato la propria vita per salvarne altre. Vengono accolti e applauditi nel Congresso come eroi per essersi distinti in azioni (in guerra) o in salvataggi miracolosi tra le fiamme di donne o bambini noncuranti della propria incolumità.

Debbie invece non ha fatto nessun saltaggio miracoloso. Da più di due anni il suo nome viene ripetuto in ogni occasione - su giornali, televisioni, da politici democratici e repubblicani -, in quanto il suo boss, l'oracolo di Omaha, l'investitore più famoso di questo pianeta che dal nulla ha accumulato una fortuna impronunciabile ed è anche il terzo uomo più ricco del mondo, prende sempre a paragone la denuncia dei redditi della sua Debbie che paga una imponibile del 34%. Mentre lui, il super miliardario paga un'aliquota del 15%. Buffett ha perciò invitato in modo patriottico altri miliardari americani a pagare piu' tasse. E il presidente Obama ha colto l'occasione al volo e da tempo vuole proporre un disegno di legge, da far approvare al Congresso, conosciuta come la "Buffett Role" Vale a dire, chi guadagna più di un milione di dollari l'anno deve pagare una percentuale fissa di imponibile alle tasse di almeno il 25 o anche il 30%.

Questa proposta di legge sarà il passaggio più importante dello Stato dell'Unione che questa notte Obama leggerà. In più proporrà anche l'eliminazione delle leggi Bush del 2001 e 2003 che danno diversi sgravi fiscali ai ricchi e ricchissimi. Per chi guadagna oltre un milione di dollari, Obama vuole istituire una tassazione fissa del 25 o del 30%. Sia che si tratta di guadagni da capital gain che da salari.

Economia, disoccupazione e aumento delle tasse: questi saranno i tre temi centrali del discorso di Obama a camere unificate. E visto che siamo in piena campagna elettorale, anche se le elezioni presidenziali si terranno il 6 novembre, il discorso del presidente avverrà a reti unificate, in prime time. Uno spot elettorale irripetibile e gratuito con deputati e senatori democratici che interromperanno le sue parole con decine e decine di applausi a scena aperta. E numerosi saranno le standing ovation quando si parlerà di raddoppiare le tasse ai milionari e miliardari. E il clou, la scena chiave da un punto di vista televisivo e degli ascolti, come in una scenografica ben preparata ad arte, sarà quando il presidente Obama farà riferimento a Debbie Bosanek. La guarderà negli occhi, tutte le telecamere di tutti i network americani saranno puntate su di lei, e il presidente potrà affermare che il suo boss, il secondo uomo più ricco degli States, ha una imponibile del 15%. Mentre lei, una semplice "assistent" (come dicono gli americani) paga oltre il 35% di aliquota.

A parte lo spot elettorale, il discorso di Obama sarà puntato prima di tutto a rilanciare e rivitalizzare economia, che da pochi cenni di ripresa ed è in recessione da ben cinque anni. Poi l'altro imperativo è di continuare la lotta alla disoccupazione, ora scesa all'8,4% perché mai nessun presidente è stato rieletto (da Carter a Bush padre) con un tasso superiore all'8%. Quindi il tema della disparità fiscale, vale a dire disegnare e far approvare nuove leggi dal Congresso come quelle proposte dal miliardario Warren Buffett e dagli stessi manifestanti di Occupy Wall Street che chiedono un'aliquota più alta - almeno il doppio - per ricchi e ricchissimi.

"E' sempre stato il tema principale del mio dibattito e della mia lotta politica da sempre, una tassazione equa per tutti, con i ricchi e i miliardari che devono pagare di piu, che devono fare la loro parte'". Sarà questo uno dei passaggi più importanti del presidente democratico, come ha anticipato il suo portavoce Jay Garney.

"Non ritengo che sia equo come milionari e miliardari paghino un'aliquota più bassa, spesso il 50% in meno rispetto all'americano medio, agli impiegati, ai colletti blu come operai specializzati e meno. Come è possibile che delle segretarie di miliardari famosi e rispettati possano pagare una percentuale al fisco ben più alta dei loro datori di lavoro", ripeterà Obama più volte. E subito senatori e congressmen democratici, come è abitudine consolidata, daranno vita a interminabili applausi e una standing ovation di diversi minuti, con tutte le telecamere dei vari network a inquadrare la famosa segretaria Debbie di Omaha.

"Al Congresso chiederò di far approvare una nuova legge, la Buffett Rule, sostenuta da tanti miliardari americani, ossia chi guadagna più di un milione di dollari deve pagare una percentuale fissa alle tasse". E qui arriveranno altri applausi scroscianti dei democratici. Con i senatori e deputati repubblicani che si guarderanno tra di loro con smorfie e sorrisini per dire: una legge del genere non passerà mai in Congresso. La proposta di Obama è puramente elettorale, il Congresso è saldamente nelle mani dei repubblicani, quindi ogni proposta presidenziale sarà rimandata al mittente. Alla Casa Bianca.

Poi Obama parlerà di istituire un'apposita legge che faciliti il rifinanziamento dei mutui delle case a un tasso agevolato del 2 e 3% per quelle famiglie (sarebbero 11 milioni) in difficoltà finanziarie, che hanno problemi a pagare le rate mensili. Quindi annuncerà drastici tagli alle tasse e incentivi a quelle aziende americane manifatturiere che ritornano a produrre negli Usa, creando cosi' nuovi poi di lavoro. Poi insisterà con gli incentivi a tutte quelle aziende che producono energia pulita, in modo da accontentare la sinistra del partito democratico e i ragazzi di Occupy Wall Street.