Così il pacchetto sicurezza: processi rapidi e pene efficaci

Subito in carcere chi guida sotto effetto di alcol
e droga. Sarà sempre processato
per direttissima chi viene preso in flagranza di reato.
Minimo sei anni di galera per le rapine. Benefici bloccati per i reati
che causano allarme sociale
e negati ai recidivi. <a href="/a.pic1?ID=260824" target="_blank"><strong>Mantovano: &quot;Certezza sulle espulsioni&quot;</strong></a><br />

Roma - Sei anni di galera la pena minima per le rapine. Carcere subito per chi guida sotto effetto di alcol e droga. Processo per direttissima, sempre e comunque, per chi viene preso con le mani nel sacco, cioè «in flagranza». Benefici penitenziari sospesi per i recidivi e completamente bloccati per i reati che procurano allarme sociale. Aggravanti per le violenze commesse contro minori, anziani e handicappati. Giro di vite sull’immigrazione clandestina. Poliziotti di quartiere in tutte le città più grandi.E soprattutto, un sistema per frenare le ondate diromenisenzaurtareil principioeuropeodella libera circolazione delle persone. E intanto Angelino Alfano ha firmato quattro nuovi 41-bis, cioè carcere duro per i mafiosi. Questo e altro nel pacchetto-sicurezza che il governo sta per varare.

Martedì a Palazzo Chigi è prevista una riunione tecnica per stendere la versione definitiva del decreto. «Ne parlerò con i ministri della Giustizia, degli Esteri e della Difesa - spiega Roberto Maroni -, ho chiesto la loro disponibilità perché preferisco coinvolgere anche gli altri fin da subito, ognuno per le sue competenze».

Si parte dalla Bossi-Fini. La sicurezza è dunque al primo posto nell’agenda delle priorità governative. Maroni vuole stringere in fretta.Venerdì ha avuto due incontri con i responsabili dei cinque dipartimenti del Viminale per leggere memorandum, grafici e tabelle e illustrare le sue idee. L’obbiettivo numero uno è frenare i clandestini. Racconta il ministro dell’Interno: «Non partiamo da zero. Ci sono già delle proposte avanzate dalla Lega e dal Pdl nella passata legislatura. E c’è la legge Bossi-Fini che farà da base. Va infatti soltanto aggiornata».

Immigrazione clandestina. Ne dovrebbe uscire fuori un testo di una quarantina di articoli. Sarà introdotto il nuovo reato di immigrazione clandestina che prevede l’arresto, allungamento fino a 18 mesi del periodo di trattenimento nei Cpt in attesa dell’espulsione, pattugliamento preventivo in mare per evitare gli sbarchi, inasprimento delle norme sulla richiesta di asilo e sui ricongiungimenti familiari, permessi di soggiorno solo a chi potrà dimostrare di produrre un reddito sufficiente per mantenersi in Italia.

I reati di strada. L’altra parte del pacchetto riguarda la certezza della pena. «L’urgenza sta nella richiesta di sicurezza che viene dalla gente», dice Niccolò Ghedini, che ha curato molto questo secondo settore del provvedimento. L’idea è quella di alzare le pene minime per reati che provocano allarme sociale (scippi, minacce, violazione di domicilio, furti e rapine in appartamento, maltrattamenti familiari, violenza sessuale), riducendo per i casi più gravi i benefici come la sospensione condizionale o l’affidamento in prova a strutture alternative al carcere. «Chi vuole la condizionale - afferma Ghedini - dovrà risarcire il danno procurato alla vittima o fare un lavoro socialmente utile. Se si sottrae a questi obblighi, va dritto in galera».

Il pacchetto sicurezza si annuncia molto duro anche contro gli autori di reati di strada. Aumenteranno le pene minime, che non consentiranno più la sospensione condizionale della pena. I reati sono stati individuati: minaccia, scippo, violazione di domicilio, danneggiamento, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale su donne e bambini.

Rapine, pene più severe. Compare anche il reato di rapina in appartamento, che sarà punito da 4 a 20 anni di carcere. L'introduzione fraudolenta in una casa che passa da una pena minima di 1 a 2 anni e la rapina andrà da 4 anni e mezzo a 6. L'aumento delle pene minime sarà esteso anche ai reati di grave allarme sociale che prevederanno una circostanza aggravante, come le violenze sugli over 70 e sui disabili e che impediranno di poter fruire di agevolazionicomel'affidamento in prova ai servizi sociali. Inoltre, per chi compirà più volte lo stesso crimine saranno aboliti permessi premio, abbuoni parziali e semilibertà.

Direttissima obbligatoria. Con il nuovo provvedimento il rito per direttissima non sarà più facoltativo, ma obbligatorio e il magistrato dovrà farvi ricorso davanti a una piena confessione della persona arrestata. Davanti a una provaevidente di colpevolezza ilPmdovràsaltare l'udienza preliminare e andare al giudizioimmediato. Untaglio infineanchealle procedure. In caso di flagranza, il giudice sarà obbligati a celebrare il processo in direttissima e quando ci sarà una confessione l’udienza preliminare dovrà essere saltata.