Così potrebbe funzionare la collaborazione con i tedeschi

L’eventuale fusione del gruppo Fiat con Opel potrebbe portare al rafforzamento di entrambe le aziende grazie sia all’integrazione della gamma attuale sia dello sviluppo di quella comune futura. «Questo perché – afferma Pierluigi Del Viscovo, direttore del centro studi Fleet&Mobility – oggi il vero problema dell’industria automobilistica è costituito dal raggiungimento della produzione di circa 500mila veicoli l’anno e quest’accordo potrebbe aprire nuove opportunità nel campo delle city car per la casa tedesca e delle auto medio-grandi per l’azienda guidata da Marchionne». Per questo motivo, da alcuni anni, le industrie automobilistiche sfruttano le cosiddette piattaforme comuni, che altro non sono che la base componentistica di un’auto: dal pianale ai motori passando per l’impianto elettrico e quello frenante. In questo modo è più facile ammortizzare gli investimenti sostenuti per la progettazione del modello e l’allestimento degli impianti e si massimizzano i ricavi. Una strategia, ironia della sorte, che anni fa la General Motors voleva sfruttare “sposandosi” proprio con il gruppo Fiat. Attualmente condividono la stessa piattaforma la Fiat Punto e la Opel Corsa che montano, per le versioni diesel, anche lo stesso motore: il MultiJet da 1.3 litri. Stesso discorso vale per le monovolume compatte come Opel Meriva, Fiat Idea e Lancia Musa. Ma cosa riserverebbe un eventuale matrimonio nel futuro? Da capire è come verrebbe armonizzato il segmento delle cittadine perché la Opel ha appena presentato l’Agila, basata su una piattaforma comune con la Suzuki. Questo potrebbe rallentare la fusione con l’apprezzata Fiat Panda. Più semplice il discorso sarebbe per le nuove generazioni di utilitarie come Punto e Corsa che potrebbero innovarsi parallelamente. Il gruppo Fiat, invece, potrebbe beneficiare del maggiore ruolo in Europa della Opel nel segmento delle medie. Quello, per intenderci, della Bravo e della nuova Delta che ancora in Europa non hanno sfondato. In questa fetta di mercato la Opel, infatti, produce auto come l’Astra e la nuova Insignia che sfida evergreen come la Volkswagen Passat e la Ford Mondeo. Sempre in questo segmento la Fiat potrebbe sfruttare le piattaforme (Astra su tutte) che Opel ha nelle giardinette per studiare una piattaforma per la Bravo in modo da contrastare la “blockbuster” Ford Focus station wagon. La Opel, invece, potrebbe beneficiare di una piattaforma per una Suv piccola sulla base della Fiat Sedici (che condivide già con la Suzuki), fresca di restyling. Senza parlare poi della possibilità di sfruttare sia per Fiat che per Opel delle piattaforme utilizzate per costruire le fuoristrada Jeep. Così, si potrebbe lanciare un guanto di sfida sia alla Nissan sia alla Ford.