«Così prepariamo i tecnici che servono alla città»

«Il nostro corso di musica antica è unico in Europa»

Nel panorama delle attività del prossimo anno scolastico a Milano ci sono anche le Scuole d’eccellenza. Per dare ai giovani una formazione che non trovano altrove e un futuro professionale di prestigio. Questa la filosofia di fondo che Andrea Mascaretti, assessore comunale all’Occupazione, lavoro e formazione, intende seguire per il prossimo quinquennio. L’assessorato è nuovo di zecca. «Non ho ancora una sede – dice Mascaretti –. C’è tutto da inventare. Sono di fronte comunque ad un’avventura affascinante, perché si tratta di recuperare una tradizione preziosa e aggiornarla secondo i nuovi contenuti dell’assessorato».
A partire ovviamente dall’esistente: l’Istituto superiore traduttori interpreti, la scuola di musica, la scuola d’arte drammatica Paolo Grassi, la scuola di cinema, tv e media. Attività che oggi il Comune gestisce attraverso una fondazione appositamente creata nel 2000, che vede comunque un investimento di 15 milioni all’anno imputati al bilancio di Palazzo Marino. «Un impegno che va ribadito e anzi rafforzato - dice l’assessore – sapendo che qui si gioca il meglio della formazione promossa dal Comune. Faccio solo un esempio: la scuola di musica, coi suoi corsi di musica antica, è unica in Italia. Ci sono solo due esempi in Europa: in Olanda e, in Francia, a Lione, ma non sono certo alla nostra altezza. Credo che qui dobbiamo portare cultori di musica antica da tutto il mondo, per offrire loro una formazione di qualità. E in questo campo c’è la possibilità di avere serie prospettive di impiego. Lo stesso con i restauratori: potremmo aprire altri corsi di analoga qualità dove si potrebbero preparare giovani da impiegare nella salvaguardia del nostro patrimonio artistico».
Ma queste scuole di eccellenza rappresentano soltanto una parte dell’eredità formativa che è riuscita ad anticipare diverse innovazioni. A cominciare dal tempo pieno alle elementari: Milano è stata la prima città in Italia ad applicarlo attraverso le cosiddette attività integrative promosse dal Comune con proprio personale quando lo Stato garantiva soltanto lezioni al mattino. Ma anche per le superiori furono avviti corsi tuttora esistenti come scuole paritarie. A cominciare dai corsi serali per consentire di arrivare al diploma a chi era stato costretto ad abbandonare gli studi per andare a lavorare. Il Comune ha poi avvito scuole con indirizzi carenti o addirittura inesistenti negli istituti statali. Il caso più clamoroso è quello del liceo linguistico Manzoni, per anni unica scuola pubblica esistente in città.
Ora molte di queste attività hanno forse perso la loro attualità. E questo è uno degli aspetti più critici che attendono il nuovo assessore. «Milano – dice Mascaretti – ha dato vita ad enti e associazioni che hanno inventato scuole di alta qualità da cui sono usciti i tecnici che hanno costituito la spina dorsale dello sviluppo imprenditoriale cittadino. Questi enti vanno recuperati e valorizzati: il Comune deve promuovere una nuova e più aggiornata cultura professionale».