Così la presidenza del Consiglio

Risorse investite anche per studiare le tasse e misurare «quantitativamente» gli obiettivi

da Roma

La lotta agli sprechi non è solo il leitmotiv dell’azione di governo del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Si intitola così anche un piano messo a punto dal Cnipa, il Centro nazionale per l’informatica nella Pa. Al consulente esterno Vincenzo Busso, arruolato per l’attuazione del progetto, spettano 53.650 euro (39.650 euro erogati) per il periodo luglio 2006-2007 e altri 210mila per il triennio 2007-2010. Ben 263mila euro per lottare contro le inefficienze della burocrazia non sono certo pochi.
Ma nelle strutture di Palazzo Chigi, durante l’era Prodi, è successo anche altro. Ad esempio, sempre al Cnipa sono stati affidati incarichi per l’integrazione dell’e-government nelle Regioni del meridione (33mila euro previsti) e per il «supporto alla vigilanza dei certificatori di firma digitale qualificati e accreditati» (23mila euro). Certo, informatizzare le amministrazioni pubbliche è un nobile obiettivo anche se la finalità dei singoli compiti distribuiti ai consulenti può essere sfuggevole.
È il caso del Dipartimento per il programma di governo, quello che fino allo scorso maggio era il regno del prodiano Giulio Santagata. L’ex ministro, infatti, ha dispensato incarichi per studiare i conflitti fra interessi privati e cariche pubbliche (magnifica ossessione di ogni governo di centrosinistra) per un impegno di spesa di circa 5mila euro. Santagata, inventore del chilometrico quanto arzigogolato «albero del programma», ha inoltre ingaggiato Sortito Casali (19.704,55 euro) per studiare la possibilità di misurare quantitativamente la realizzazione degli obiettivi dell’esecutivo del Professore. Nel caso di Prodi forse sarebbero bastate le dita di una sola mano.
Misurare, tuttavia, era un obbligo. Anche per questo a Carlotta Dal Lago (importo previsto 10.725 euro) è stato affidato il censimento e l’analisi delle classifiche internazionali di competitività, mentre Giovanna De Luca Piccione si è dovuta accontentare di 4.340 euro per l’analisi comparata del lobbying parlamentare. È andata meglio a Marco Camiletti che per circa 20.500 euro ha dovuto affrontare la difficile valutazione delle politiche pubbliche in materia di imposte. Un vero supplizio considerato l’inasprimento del prelievo ai tempi di Padoa-Schioppa e di Visco.
Ma Palazzo Chigi ai tempi di Prodi non è solo questo. Il Dipartimento delle Pari opportunità, retto dalla diessina Barbara Pollastrini, ha impegnato 30mila euro per una consulenza riguardante l’assistenza nella gestione degli interventi di programmazione comunitaria. L’ex ministro delle Politiche comunitarie, la radicale Emma Bonino ha invece affidato un incarico di studio da 30mila euro a Giuseppe Rossodivita, responsabile Giustizia dei radicali italiani. Una pura casualità.