Così il «ribaltone» degli industriali ha promosso Calvini

Il presidente dei Giovani prevale in giunta nonostante la «base» si sia espressa a favore di Malacalza

(...) Giochi praticamente fatti, dunque, avvalorati dalla prima dichiarazione di Malacalza all’uscita della riunione di giunta - «Ho finito di soffrire» -, anche se la nomina di Calvini dovrà passare al vaglio dell’assemblea di Confindustria, che a termini di statuto dovrà riunirsi entro il 15 dicembre, più probabilmente molto prima. In quella sede, i delegati - cioè i rappresentanti delle oltre 1100 aziende associate, per un totale di circa 4600 voti «pesanti» -, potrebbero anche, in linea puramente teorica, bocciare il candidato unico designato dalla giunta di ieri, «cosa successa una sola volta in cent’anni di associazione». Il loro voto potrà essere solo «sì» o un «no» su Calvini, non potendosi pronunciare in nessun modo su un altro eventuale nominativo, Malacalza compreso. Solo nel caso in cui i rappresentanti delle industrie genovesi dessero luogo a una «fumata nera», verrebbero riaperte le consultazioni dei saggi per individuare il nuovo presidente. «Lo escludo» commenta a caldo Gianni Scerni che parla della nomina di Calvini come di «sintomo di volontà di cambiamento. Si dice sempre - sottolinea Scerni, che ha svolto un ruolo discreto, ma molto influente a favore dell’innovazione - che bisogna dare largo ai giovani, e poi non si fa nulla. In questo caso, finalmente si è dato corso agli auspici, anche se Calvini, per età ed esperienza imprenditoriale, non può certo considerarsi un neofita». Piuttosto, sottolinea anche l’imprenditrice Carla Gardino, «sarà fondamentale che tutti gli industriali siano disponibili a dare una mano per fare squadra intorno al nuovo presidente». Una maniera, questa, per ricomporre la divisione che si è creata in Confindustria Genova, anche se il presidente uscente Marco Bisagno, al termine del mandato e non più rieleggibile per statuto, preferisce chiamarla «sana competizione».