«Così ridurremo le liste d’attesa»

Un esempio? Nel Lazio per un Ecodoppler si potrà passare dagli attuali 150 a 60 giorni

Stefania Scarpa

Liste d’attesa interminabili, il ministero della Sanità corre ai ripari e chiede la partecipazione anche delle Aziende sanitarie del Lazio. Lo fa attraverso una proposta da inserire nel pacchetto della Legge Finanziaria attualmente in discussione. È un’iniziativa del sottosegretario Cesare Cursi che afferma: «Bisogna dare la priorità a chi sta veramente male, superare le inefficienze e le lentezze burocratiche stabilendo un periodo massimo d’attesa entro il quale il paziente deve essere visitato». Mettendo nero su bianco, dunque, un principio (quello dell’urgenza da adottare anche per controlli di tipo ambulatoriale).
Si tratta formalmente di una proposta normativa all’articolo 38 della Finanziaria, relativa al Piano sanitario nazionale. L’idea di fondo è quella di catalogare (rimandandoli direttamente al Nuovo Sistema Informativo Sanitario) i dati di chi fa richiesta per un esame di tipo ambulatoriale e specialistico. Quindi, di rispondere alle chiamate secondo la «priorità» dei casi e, comunque, mai oltre il tempo massimo previsto fissato da ciascuna azienda secondo le proprie esigenze e prerogative. «In questo caso - spiega Cursi - nel rispetto del cittadino, gli esami verranno effettuati in strutture convenzionate a totale carico del sistema nazionale. Le aziende territoriali, in particolare, saranno chiamate direttamente ad assumere specifici impegni con i propri assistiti in materia di liste d’attesa. Ciò, garantendo - aggiunge -il recepimento dei tempi massimi d’attesa con l’indicazione delle strutture pubbliche e private accreditate presso le quali tali tempi sono assicurati, nonchè delle misure previste in caso di superamento dei tempi stabiliti».
Un esempio? Nel Lazio la Asl di Latina attualmente per un Ecodoppler al fegato ha tempi d’attesa fino a 150 giorni, mentre potrebbero essere ridotti a un tempo massimo di 60. Nei presidi della Asl Alatri di Frosinone, in media occorre aspettare 180 giorni per una visita ortopedica mentre ne potrebbero bastare addirittura 30. «Il progetto si fonda sul rispetto dell’utente - conclude il senatore Cursi - per realizzarlo bisognerà ottimizzare tutte le risorse, ricostruire secondo la logica dell’utilità tutti i percorsi migliori perché il paziente sia soddisfatto».