«Così rivoluzioneremo il cinema»

«Vogliamo rilanciare il business delle sale cinematografiche. Che siano più non solo cinema ma anche intrattenimento a 360 gradi: un luogo dove trascorrere il tempo libero». Lo spiega Giuseppe Corrado presidente e amministratore delegato di The Space, ossia il più grande circuito cinematografico italiano nato dalla partnership tra il fondo 21 Partners di Alessandro Benetton, che ha conferito le sale cinematografiche rilevate dalla Warner, e il gruppo Mediaset che ha portato il circuito Medusa con quote rispettivamente del 51 e del 49 per cento.
Perché questo progetto?
«Le sale cinematografiche hanno ormai una marginalità molto bassa. Questo accade perché i costi di gestione sono alti. Spendiamo molto per l’affitto dei locali, energia e personale. Inoltre in Italia la situazione del mercato è molto particolare. Infatti solo il 27% è in mano a grosse società: noi abbiamo il 16% mentre Uci, che fa capo a un grande fondo di investimento, ha circa l’11 per cento. Il resto del mercato è polverizzato tra i piccoli gestori. All’estero invece il 70% del business fa capo a grandi gruppi».
E questo cosa vuole dire?
«Per questo motivo vogliamo proporre una serie di nuovi servizi che possano rilanciare i conti, aggiungendo nelle nostre sale servizi ma anche sistemi di intrattenimento come le sale giochi e lo shopping, oppure offrire contenuti addizionali rispetto a quelli cinematografici come eventi musicali o sportivi».
Altre iniziative?
«Cercheremo di offrire prezzi competitivi: acquistando la consumazione si potrà vedere il concerto su maxi schermo o l’evento sportivo e poi faremo pacchetti di abbonamenti. Insomma le nostre multisala diventeranno uno spazio aperto e dedicato ai giovani. Ma non solo.
Offriremo anche un servizio di baby sitting per le coppie o magari organizzeremo delle proiezioni parallele di film diversi per adulti e bambini. La sala dei bambini sarà sorvegliata da personale specializzato».
Quanto vale il mercato italiano del cinema?
«Circa 700 milioni con 100 milioni di spettatori all’anno. In tutto ci sono 3mila schermi. Le nostre sale, Medusa e Warner, attirano 16 milioni di spettatori con 250 schermi e un fatturato di 125 milioni».
Come mai in Italia sono sopravvissuti i piccoli gestori?
«Soprattutto per passione. Gli esercenti hanno tenuto il cinema gestito dalla famiglia».
Gli italiani vanno spesso al cinema?
«Pochissimo rispetto alla media europea: 2,2 volte l’anno contro il 5 o il 6 di Francia, Germania e Inghilterra».
Cosa c’è di positivo nell’unione tra il gruppo Mediaset e quello dei Benetton?
«È un mix equilibrato. Mediaset sa certamente gestire la parte intrattenimento mentre i Benetton hanno una grande conoscenza del mercato retail, avendo da sempre una catena capillare di negozi».
Autogrill che fa parte del gruppo Benetton potrebbe eventualmente gestire i locali che aprirete?
«È presto per parlarne ma ci potrebbero essere sinergie importanti».
E i vostri obiettivi?
«Puntiamo a raggiungere una quota di mercato del 25%, un fatturato di oltre 200 milioni e 25 milioni di spettatori».
Quale sarà uno dei primi progetti?
«Non abbiamo ancora deciso ma certamente faremo il restyling del cinema Odeon di Milano, che è anche una delle sale più redditizie che abbiamo, dato che si trova in centro ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici».
Cosa farete?
«L’idea sarebbe quella di creare un bar ristorante al primo piano sacrificando una delle sale di proiezione».