Così il sergente Paolini guida la ritirata dalla Russia

Giovedì 2 marzo, al teatro Cavour di Imperia (ore 21), Marco Paolini condurrà il pubblico sulle tracce della disastrosa ritirata dell’esercito italiano dalla Russia durante la seconda guerra mondiale.
Lo spettacolo «Il sergente» prende vita e ispirazione dal fomosissimo libro scritto nel 1953 da Mario Rigoni Stern dal titolo «Il sergente nella neve», il racconto autobiografico dell’allora sergente Rigoni, impegnato nella sanguinosa campagna di Russia durante il secondo conflitto mondiale. Ambientato nell’inverno 1942-1943, affronta uno degli episodi più drammatici nella storia del nostro esercito: la ritirata dei soldati attraverso la taiga russa. Ormai allo sbando e circondati dall’Armata Rossa, i personaggi del racconto, reali e non di fantasia, cercano di sopravvivere durante la ritirata, passando da un villaggio all’altro con alterne fortune. Li guida un giovane sergente, che diventerà poi l’autore del romanzo. E grazie proprio alla sensibilità dell’autore, ecco una galleria di esseri umani profondamente sconvolti dal conflitto, ma che mantengono fino in fondo la propria dignità: così il tenente Cenci, molto amico di Rigoni e generoso in battaglia; il caporalmaggiore Moreschi, sempre di buon umore nonostante tutto; Tourn, alpino piemontese che nasconde con allegria la paura; Lombardi, cupo e taciturno; il caporale Pintossi, calmo e flemmatico. Piccoli grandi uomini che affrontano un’avventura spesso senza via d’uscita.
«Il Sergente - sottolinea Paolini - non è un lavoro di denuncia ma non è nemmeno un medicamento per l’anima perché credo che il teatro non possa essere né terapia né antidoto. Penso alla possibilità di attingere all’esperienza, e che questo serva alla memoria, serva a prepararsi meglio ad affrontare le cose., Un teatro forse come addestramento, - conclude Paolini - come istruzione».