«Così si consegna Alitalia nelle mani dell’aguzzino»

«La scelta dei francesi impoverirà l’Italia. Il premier ha sbarellato, ho l’impressione non fosse lucidissimo»

da Milano

«Alitalia si consegna nelle mani del suo aguzzino, questa scelta impoverirà il Paese». E ancora: «Prodi ha un pochettino sbarellato, quando ho sentito le sue dichiarazioni ho pensato che non fosse lucidissimo». Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, chiede trasparenza: «Desideriamo che siano resi pubblici i piani industriali, i capitali investiti, gli aerei nuovi disponibili, i posti di lavoro perduti». Lancia l’appello: «Ci concedano almeno il trattamento fatto a suo tempo a Klm: per almeno tre anni non tocchino il numero dei voli e le rotte». Formigoni conferma che la compagnia del Nord è un progetto concreto: «Ma la realizzeremo solo se sarà necessaria».
La compagnia del Nord sarebbe in grado di garantire il feederaggio, ovvero i collegamenti aerei che alimentano il traffico intercontinentale?
«Ne sono certo. Quella che impropriamente viene chiamata compagnia del Nord sarà un’altra compagnia che gioca nel mercato globale e che avrà come hub Malpensa. È certo che riusciremo a realizzarla anche se richiede due anni di tempo. Ma la faremo solo se sarà necessaria, cioè se Alitalia cadrà nelle mani di Air France o di un altro che vuole ammazzare Malpensa. Se invece Alitalia verrà venduta a qualcuno che conosce il mercato, potremo dedicarci a altri argomenti più interessanti come la sanità, la scuola... Al momento sono costretto a occuparmi di Malpensa».
Perché non sostenere Air One con capitali lombardi perché diventi la compagnia del Nord?
«Loro non hanno chiesto capitali. E poi io non dico scegliamo Air One, dico scegliamo l’acquirente che valorizza meglio sia Malpensa che Fiumicino».
L’opzione Air One non la spaventa per la perdita di concorrenza interna?
«Per carità. Tutti questi soloni esaltano il problema dell’antitrust italiano, ignorando che c’è un Antitrust europeo molto più pesante che non potrà non bocciare la fusione Air France con Alitalia, perché la compagnia diventerebbe dominante in Europa. L’Antitrust europeo impiega dai sei ai dodici mesi per decidere e noi rimarremo bloccati per tutto questo tempo».
Prodi, e non solo lui, sostiene che Malpensa non può essere un hub a causa della carenza di infrastrutture.
«È sbagliato perché l’essere hub non dipende dalle infrastrutture ma da quanto traffico aereo viene convogliato. In più, la Malpensa del 2007 non è identica a quella del 1998: diverse opere sono state realizzate. Il 31 marzo sarà inaugurata la bretella a quattro corsie che collega Malpensa all’autostrada per Torino. Nel 2012 18 milioni di persone abiteranno a meno di due ore da Malpensa. Quando ho esposto questi numeri a Spinetta, ha spalancato gli occhi. Infine a Prodi ricordo che spetta a loro realizzare le infrastrutture».
E il problema dei collegamenti ferroviari?
«Dal giugno 2009 il treno Malpensa express ridurrà ulteriormente i tempi di percorrenza: partirà ogni quarto d’ora e impiegherà 28 minuti per arrivare a Cadorna, pieno centro. Sempre nel 2009 avrà il via il collegamento diretto con la stazione Centrale».
Come valuta la proposta Blue Panorama, che ha ribadito il proprio interesse per Malpensa?
«Positiva, come tutte le proposte arrivate in questi giorni, da RyanAir a Singapore Airlines. Testimoniano le potenzialità di Malpensa, ma nessuna è sostitutiva delle rotte intercontinentali che garantisce Alitalia».
Quale sorte vede per Linate?
«Come ripetiamo da mesi Letizia Moratti e io, siamo pronti a una razionalizzazione dei vari aeroporti milanesi e lombardi e a una diversa ripartizione del traffico. Si possono spostare dei voli da Linate a Malpensa».