Così la sinistra prova a spegnere le lucciole

Tira una brutta aria «nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi», come cantava De André, e anche dove la luce, nella notte, arriva solo dai fanali delle auto in sosta. In Liguria è ormai guerra aperta alla prostituzione e le ordinanze, o le proposte, tese ad arginare, da sinistra, il mercato del sesso sono sempre più numerose, anzi fantasiose.
Dopo il clamoroso sgombero dei «bassi» del centro storico genovese voluto da Palazzo Tursi, l'ultima novità in ordine di tempo arriva da Lavagna, uno dei centri più attivi in quest’estate anti-lucciole. Il sindaco Giuliano Vaccarezza, ex socialista eletto con la formazione «Uniti per Lavagna» e già firmatario del provvedimento con il quale i clienti delle prostitute vengono multati, ha chiesto a prefetto e questore di Genova, via lettera, che venga vietato a un gruppo di nigeriane di raggiungere via treno la città per esercitare il mestiere più antico del mondo.
In particolare il primo cittadino vorrebbe evitare che le donne salissero sul convoglio, che collega ogni sera intorno alle 22 il capoluogo ligure con la cittadina e altre località costiere, o, perlomeno, impedire loro di scendere a Lavagna.
Le lucciole, spiega Vaccarezza, restano un’ora, un’ora e mezza, poi «forse disturbate dalla massiccia presenza delle forze di polizia» riprendono il treno in direzione ponente. La loro presenza, scrive ancora il sindaco, è «disturbante anche per la modalità particolarmente aggressiva e sguaiata con le quali si propongono ai potenziali clienti e per la loro ubicazione nel centro cittadino». Insomma, secondo Vaccarezza, per risolvere un problema basta interdire il trasporto pubblico a un determinato gruppo di indesiderabili, e il gioco è fatto. Peccato però che non solo sia un’operazione politicamente scorretta e lontanissima dallo status menti sinistrorso per come finora l’abbiamo conosciuto, ma anche che il codice civile la pensi diversamente. All’articolo 1679 si legge: «Coloro che per concessione amministrativa esercitano servizi di linea per il trasporto di persone o di cose sono obbligati ad accettare le richieste di trasporto che siano compatibili con i mezzi ordinari dell’impresa, secondo le condizioni generali stabilite o autorizzate nell’atto di concessione e rese note al pubblico».
Forse «Bocca di rosa» può star tranquilla: prima che i blocchi Polfer auspicati dal sindaco di Lavagna diventino realtà passerà ancora del tempo.