Così il sistema Penati favoriva le Coop rosse

Milano«Con il Pci e poi con il Pds le questioni erano regolate attraverso quattro grandi consorzi di cooperative»: parola di Bruno Binasco, manager del gruppo Gavio, indagato per finanziamento illecito nell’inchiesta che ha investito l’ex sindaco di Sesto San Giovanni, il Pd Filippo Penati. Quelle affermazioni di Binasco, a dire il vero, risalgono a quasi vent’anni fa, quando venne arrestato nell'inchiesta Mani Pulite. Ma sembrano calzare a pennello, a riprova di una certa immutabilità del sistema, anche a quanto sta emergendo oggi nell’indagine condotta dalla Procura di Monza: dove, oltre e più del valzer di quattrini in contanti, il patto di scambio tra amministratori di sinistra e imprese sembra avere ad oggetto il ruolo riservato nei grandi appalti alle aziende della cooperazione rossa, le stesse che poi finanziano alla luce del sole il Partito democratico.
Nella marcia di avvicinamento ai meccanismi di questo sistema da parte della Procura di Monza, un nome sta assumendo un ruolo sempre maggiore. È quello di Omer Degli Esposti, vicepresidente del Consorzio cooperative di costruzione: ovvero il colosso Ccc, uno dei quattro consorzi che già nel 1993 Binasco indicava come perno del rapporto tra appalti pubblici e Pds. Degli Esposti oggi è indagato dalla Procura di Monza per concussione in relazione alle licenze edilizie per la riconversione dell’area Falck, rilasciate dal Comune di Sesto San Giovanni quando Penati ne era il sindaco. «Ma quali tangenti! Le tangenti non so cosa siano!»: così Degli Esposti - 63 anni, modenese doc, una robusta rassomiglianza con l’attore Gino Cervi quando impersonava Peppone - ha sbottato con i cronisti che gli hanno chiesto conto del suo coinvolgimento. «La legge è uguale per tutti, quindi penso che la mia parola varrà almeno quanto la sua», ha aggiunto con riferimento a Giuseppe Pasini, il costruttore sestese che lo accusa di avergli imposto una consulenza fittizia da due milioni e quattrocentomila euro in cambio del via libera all’operazione Falck.
Il problema per Degli Esposti è che l’accusa di Pasini è, se non vera, alquanto verosimile: perché i personaggi indicati dal costruttore come destinatari della consulenza sono da sempre legati a filo doppio agli affari delle coop. Uno, in particolare: il siciliano Francesco Agnello, che insieme al bolognese Gian Paolo Salami viene imposto da Degli Esposti a Pasini e incassa («senza fare nulla», sostiene Pasini) i soldi delle misteriose consulenze. Chi è Agnello? Vicino - secondo il quotidiano on line Live Sicilia - a un altro big del Pd, il senatore siciliano Giuseppe Lumia, Agnello ha tra le sue principali attività proprio quella di spianare la strada agli affari delle Coop. In questa attività deve essere incappato anche in qualche infortunio, visto che una nota della Guardia di Finanza cita un «ordine di carcerazione emesso dal gip presso il tribunale di Palermo per reati contro la pubblica amministrazione». Il nome di Agnello e quello di Salami compaiono in una lunga serie di srl («Sviluppo Trapani», «Sviluppo Palermo», etc) che dovevano occuparsi degli insediamenti dei supermercati Coop nelle province siciliane. Ma i suoi interessi non si fermano ai supermercati: attraverso la società di Salami, la Sgg, la coppia sarebbe intervenuta nella realizzazione di un polo turistico a Castellammare del Golfo, un investimento da cinquanta milioni. Molte centinaia di chilometri più a Nord, a Livorno, nel 2009 una semisconosciuta srl di Modena, la Phaedora, conquista l’appalto per la gestione degli eventi alla Fortezza Vecchia: a controllare la Phaedora sono Salami e Fabio Lenzi, un uomo delle Coop di costruzione emiliane.
Insomma, diventa piuttosto difficile sostenere che Agnello e Salami non siano un po’ la longa manus delle Coop rosse in affari di ogni genere. E che tra questi ci fosse l’operazione Falck lo racconta non solo Giuseppe Pasini, ma anche un vecchio manager della Falck, Achille Colombo, che al pm Walter Mapelli racconta della presenza già nel 2000 di «quell’avvocato siciliano», ovvero Agnello, agli incontri per discutere del futuro della gigantesca area. Riappare qualche tempo dopo, quando Degli Esposti «suggerisce» a Pasini di reclutare lui e Salami come consulenti: e quando Pasini paga la coppia, si premura di mandare per conoscenza la copia del versamento anche a lui, al compagno Degli Esposti. Chissà come mai.