«Così suoneremo insieme per la prima volta»

Il rocker: «Io sul palco per un’ora. Metterò in scaletta tutti i brani che posso»

Jacopo Granzotto

da Roma

Billy Joel si presenta paffutello e provato dal caldo tropicale della Roma di mezza estate. Adams, svolazzante polo nera con paillettes, è di una magrezza impressionante e sembra più giovane dei suoi 47 anni. Insieme, per la prima volta, suoneranno questa sera davanti al Colosseo per il quarto Telecomcerto della storia. Oneroso, forse impietoso, il confronto con Paul McCartney e Simon & Garfunkel, ma - come rivela l’assessore comunale di Roma, Gianni Borgna -, questo passava il convento.
La cronaca della vigilia dei due semirockers è ben diversa dalle leggendarie follie di Elton John o quelle presumibili dell’imminente Madonna. No, i due hanno la calma dei forti anche se si vede che sono alla ricerca della fama perduta. Il signor Billy Joel, 110 milioni di dischi venduti, eccellente pianista e voce cristallina, è l’autore di due standard della musica leggera: Honesty e Just The Way You are, sebbene di quest’ultima canzone esista anche la splendida versione di Barry White. Bryan Adams, canadese di Kingston, vivacchia su alcuni successi radiofonici degli anni Ottanta, tra cui Anything for you, la sanguigna Summer of ’69 (da noi pressoché sconosciuta) e qualche duetto come quello con Tina Turner.
Ma siccome siamo a Roma, Italia, è bene che Joel e Adams sappiano che la celebrità si misura con i passaggi televisivi, spot, sigle, reality. Strano, beffardo destino essere famosi per la sigla della soap opera «Sentieri» This is the Time. Avvertiamo Joel e lui si sorprende un po’: «Davvero? È un bel pezzo, non lo suono da anni. Allora la prevedo per domani!...».
A proposito del concerto, si parte alle 21,15 con Adams e si andrà avanti per un’oretta, poi il palco girevole farà atterrare un Joel ad libitum. Uniche certezza di una scaletta segretissima sono la «spina nel fianco» Just The Way You Are, Uptown Girl, My Life (il brano che ha venduto di più negli States e New York State of Mind, al quale è molto affezionato). «Canterò anche qualche brano in italiano - azzarda Joel - ma non ve lo dico, per il momento sentite questa». E fa partire la suoneria del suo cellulare: il tema da «Il Padrino» di Rota. Sempre la solita storia sugli italiani.
Impossibile scardinare la fredda scorza dell’ex pugile e giornalista di Long Island, nessun album o brano preferito: «Sono tutti figli miei». Si scalda però quando gli ricordo una delle leggende del rock (il primo album «Cold Spring Harbor» uscì col missaggio sbagliato e venne ritirato subito dal mercato). «Oddio che incubo, quando l’ho ascoltato a quella velocità sul mio giradischi mi è preso un colpo e l’ho frullato dalla finestra come un frisbee».
Nel frattempo lo smilzo Adams se ne sta in disparte; la star non è lui, infatti gli tocca aprire le danze e scaldare il pubblico dei Fori: «Farò un’ora di concerto durante la quale cercherò di mettere dentro più pezzi possibili. Poi arriva Billy e assieme finiremo con i duetti». Duetti che non prevedono cover dei Beatles e dei Rolling Stones come annunciato in precedenza. Peccato. Tra le canzoni che presenterà Bryan Adams c’è sicuramente Please forgive me, scelta, guarda caso, durante la conferenza stampa all’Hotel de Russie, dove i due artisti alloggiano, dopo che un cronista gli fa sapere che è il brano più amato dal pubblico italiano. Ma guarda. «Grazie del suggerimento...».
Il concerto non prevede un futuro dvd da consegnare ai posteri, ma solo una differita su Raidue in seconda serata. La storia può attendere.