«Così la Terra sarà inghiottita dai buchi neri»

Il prossimo esperimento nel laboratorio europeo del Cern a Ginevra potrebbe creare buchi neri in grado di inghiottire e distruggere la Terra nel giro di 50 anni. In Germania, dopo che l'ipotesi è avanzata da un eminente scienziato di Tubinga, Otto Roessler, l’allarmistico annuncio ha avuto una certa eco. Ne hanno discusso gli scienziati di tutto il Paese e il tema è finito sulla prima pagina della Sueddeutsche Zeitung. Nell’anello di 27 km di circonferenza, situato sotto l'aeroporto di Ginevra e che si estende fin sotto il massiccio del Giura, gli scienziati stanno per eseguire il più grande esperimento mai tentato al mondo. Nel Large Hadron Collider (LHC) i protoni andranno a collidere gli uni sugli altri ad una velocità che è pari al 99,999991 per cento di quella della luce e una delle conseguenze dell'impatto potrebbe essere il formarsi di piccoli buchi neri. Sulla base della teoria della relatività generale di Albert Einstein, sostiene il professor Roessler, i buchi neri così creati si ingrandiranno e finiranno entro mezzo secolo per inghiottire la Terra. A contestare questa tesi, ripresa con titoli di scatola dalla grande stampa popolare, arriva adesso un documento stilato da oltre 20 autorevoli fisici nucleari di varie università tedesche dal titolo «La Terra non sarà inghiottita dai buchi neri».