Così è tornato il centrodestra

(...) E, per restare nel campo della geometria più spicciola, questo dibattito insegna che molto spesso c’è bisogno di ribaltare il mondo come una clessidra, per vedere anche il lato «A» della politica.
Gli interventi pubblicati finora hanno oltretutto sempre offerto spunti di riflessione importanti, suggerito soluzioni, garantendo sempre un alto profilo della discussione. Così come fondamentali sono stati gli stessi interventi dei politici, dei leader dei partiti, dei rappresentanti che hanno voluto rispondere e offrire la loro lettura della situazione. Basta dare un’occhiata all’«agendina», quel piccolo promemoria che ricorda i nomi di tutti coloro che hanno partecipato al dibattito, per vedere che i partiti e i consiglieri comunali, provinciali e regionali non sono rimasti indifferenti. Certo, non tutti lo hanno fatto e certamente non tutti lo faranno, molti esponenti del centrodestra d’altra parte non possono neppure sapere che questo dibattito è in corso.
Nei loro interventi, i «politici» hanno dimostrato di voler ascoltare, hanno detto di volersi mettere in discussione, pur difendendo il loro operato. C’è probabilmente chi ha apprezzato qualche critica positiva, chi ha fatto buon viso a cattiva sorte. Chi di loro ha letto il Giornale e ha seguito i messaggi che arrivano dai lettori, senza dubbio si è fatto l’idea di un popolo di centrodestra che c’è, che non ha più voglia di questa opposizione, soprattutto nel senso che la vuole maggioranza. Sente che ha le possibilità di farcela e patisce il fatto che molte potenzialità vengano frustrate. Su una cosa tutti concordano, e cioè la necessità che vengano superate le divisioni che tornano spesso tra i partiti. Se i leader litigano e guardano al loro tornaconto personale più che al successo di coalizione, la «base» è sempre più alta, si sente una cosa sola.
Molti genovesi chiedono anche una svolta definitiva, chiedono chiarezza nei candidati e l’individuazione di leader nelle singole battaglie. Leader forti e condivisi, non frutto di accordi dell’ultimo momento, per dare continuità alle battaglie. La «famiglia» del Giornale vuole vincere, vuole aiutare a vincere. Con questo dibattito l’opposizione, purtroppo ancora una parte dell’opposizione, ha risposto di esserci e di voler vincere. Era l’obiettivo che poteva prefissarsi il Giornale. E che era sicuro di raggiungere grazie a chi continua a partecipare al dibattito.