Così la Ue controlla i controllori

Momento difficile per le agenzie di rating, quelle organizzazioni che danno giudizi sull’affidabilità finanziaria di banche, enti e società che emettono obbligazioni. Da mesi sono oggetto di polemica (e in Usa anche di azioni legali) sull’attendibilità dei loro giudizi, che non sono riusciti a evidenziare per tempo i problemi da subprime e le super perdite da derivati. Gli affari sono in calo, con Moody’s, leader del settore, che mercoledì ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre con l’utile in discesa del 48%. E ora arriva un severo giudizio della Commissione europea. Bruxelles ha annunciato, ieri, di aver avviato una consultazione di tutte le parti interessate sulle misure che intende prendere per ridimensionare «l’eccessivo rilievo» attibuito dalla legislazione comunitaria alle valutazioni delle agenzie di rating del credito. Secondo la Commissione le banche vi hanno fatto troppo affidamento e hanno trascurato, perciò, il proprio dovere di valutare in proprio i rischi. Le agenzie di rating sono state inoltre accusate di portare una pesante responsabilità nella crisi dei mutui, per aver generalmente sottovalutato il rischio dei crediti legati ai prodotti strutturati e per aver tardato a tener conto del deterioramento relativo al mercato.