"Così Veltroni e Rutelli hanno distrutto Roma"

Sarà distribuito
nei prossimi giorni
il libro-denuncia
realizzato dal Pdl
con le inchieste dei
principali quotidiani
sui problemi della
città che i sindaci
del centrosinistra
non hanno risolto. Ecco le cifre dello
scandalo: 37mila
famiglie senza casa,
50mila bambini
esclusi dagli asili nido,
500mila anziani soli,
9mila nelle baraccopoli, pressione fiscale
di 655 euro a testa<br />

Pubblichiamo la lettera che il candidatopremier per il Pdl Silvio Berlusconi ha inviato ai cittadini di Roma a sostegno dei candidati del Popolo della Libertà alle elezioni politiche e amministrative del 13-14 aprile 2006. La missiva è contenuta in un libro sulla Capitale dal titolo C’era una volta il modello Roma di Rutelli e Veltroni - L’eredità della sinistra, diffuso in un milione di copie. Il volume raccoglie una rassegna di articoli dei maggiori quotidiani italiani (dal Corriere della Sera al Giornale, Repubblica e Messaggero) che hanno denunciato il degrado di Roma nell’ultimo anno. La rassegna stampa è il frutto di un lavoro condotto dal coordinatore azzurro delLazio Francesco Giro e del suo staff, che ha tenuto sotto costante monitoraggio gli appelli lanciati dai media. Il libro è stato realizzato dalla casa editrice milanese guidata da Alberto Costa già editore di La storia Italiana e La vera Storia Italiana.Le cifre contenute nel dossier di96 pagine, suddivise in cinque capitoli (ambiente, sicurezza, sociale, sanità ed economia) parlano chiaro: 37mila famiglie senza casa, oltre 50mila bambini da 0 ai 3 anni senza asilo nido, 535mila anziani over 65 senza assistenza, 9mila disperati costretti a vivere nelle baraccopoli, un allarmante aumento della pressione fiscale per abitante passata da 412 a 655 euro.

Cara amica, caro amico
l’Italia è un grande Paese e Roma è la Capitale, una città patrimonio del mondo. Noi lo sappiamo e ne siamo orgogliosi. È la sinistra ad averlo dimenticato. Il nostro impegno sarà quello di restituire dignità all’Italia e alla sua Capitale. L’eredità che ci lascia l’ex sindaco Veltroni è pesante. La sinistra, nonostante quel che pretende di far credere, ha costruito una città egoista. Siamo noi che vogliamo una città solidale. Del resto la sinistra ha premiato i poteri forti, anzi i più forti.
Noi invece vogliamo una città realmente vicina ai più deboli, meno diseguale, una città di qualità. I numeri del fallimento della sinistra parlano non di un «modello Roma», ma di un «disastro Roma»: 37mila famiglie senza casa; oltre 50mila bambini su un totale di 75mila, nella fascia d’età tra 0 e 3 anni, senza asilo nido; solo 30mila anziani su un totale di 565mila over 65 che riescono a beneficiare di un servizio di assistenza offerto dal Comune di Roma; 9mila disperati costretti ancora a vivere in condizioni di assoluto degrado in baraccopoli lungo le sponde del Tevere. Qui sono stati spesi addirittura 3,7 milioni di euro per i campi nomadi, contro i soltanto 5 milioni di euro che nel 2006 la Regione ha destinato all’emergenza abitativa a Roma. Veltroni è per Roma ciò che Prodi è per l’Italia. Veltroni e Prodi pari sono. Altro che il «modello Roma», anche qui è stato applicato solo il «modello Visco», quello del «tassa e spendi». E anche qui ha fatto danni: Roma è fra le città più tartassate d’Italia. La pressione fiscale per abitante è passata da 412 a 655 euro. Questo non ha però evitato che il sindaco di Roma ci lasciasse in eredità un debito che il prossimo anno raggiungerà 9 miliardi di euro. La tassa sui rifiuti ha colpito i bilanci delle famiglie romane con incremento fino al 30%, che per i negozi, i ristoranti e gli alberghi è stato addirittura del 48%. Ma la città è sempre più sporca e degradata. La raccolta differenziata è bloccata a poco più del 15% contro il doppio di Milano. Nel Lazio ci sono solo 3 termovalorizzatori contro i 13 della Lombardia. Roma ha la più grande discarica d’Europa, a Malagrotta: doveva chiudere due anni fa, ma continua ad accumulare immondizia perché la sinistra parolaia non vuole costruire i nuovi impianti di smaltimento.
Tremano le vene ai polsi al solo pensiero che un sindaco che lascia questa eredità abbia la velleità di guidare l’Italia. Cari amici, perché anche Roma si rialzi dal degrado economico, sociale e morale servono proposte e soluzioni forti, come quelle del Popolo della Libertà. Realizzeremo le infrastrutture per rendere scorrevole il traffico: l’anello ferroviario, nuovi parcheggi di scambio, le metropolitane (A, B, B1, C, D). Costruiremo 25mila nuove case per chi ha redditi più bassi e realizzeremo nuovi asili per 10mila bambini. Ridurremo le tasse comunali. Daremo sicurezza alla città chiudendo tutti i campi nomadi abusivi e controllando con severità quelli regolari; combatteremo la criminalità in tutte le sue forme con poliziotti, carabinieri e vigili di quartiere.
Svilupperemo la raccolta differenziata e gli impianti di smaltimento dei rifiuti per scongiurare l’incubo Napoli e chiuderemo la discarica di Malagrotta.
Care amiche, cari amici, dopo i suoi venti anni di governo, la sinistra ci lascia una Capitale da rifare. Oggi è possibile cambiare. Per questo il 13 e il 14 aprile vi chiedo di fare la scelta giusta, di votare e far votare il Popolo della Libertà, alla Camera e al Senato; Gianni Alemanno al Comune, Alfredo Antoniozzi alla Provincia e i candidati del Popolo della Libertà nei municipi. Sarà un atto di profondo amore per Roma.
Un forte, cordiale abbraccio
Silvio Berlusconi