«Così Wojtyla chiese a Padre Pio di farmi guarire»

Parla la donna che vide sparire il cancro dopo che il vescovo aveva scritto al santo: «Aiuti una madre malata». La risposta: «Alla sua richiesta non si può dire no»

«Monsieur le Président... basta ostacolare i pellegrinaggi dei malati a Lourdes!». È forte il grido contenuto nella lettera inviata al presidente francese Nicolas Sarkozy dal Segretariato pellegrinaggi italiani (Spi), che riunisce più di quaranta associazioni del nostro Paese dedite all’organizzazione di pellegrinaggi. Una lettera chiara, firmata dal segretario generale, don Luciano Mainini, che lamenta difficoltà crescenti per i convogli che accompagnano i malati a Lourdes. Un tema di grande attualità in quest’anno che celebra il 150° anniversario delle apparizioni di Maria nella grotta di Massabielle alla giovane Bernadette Soubirous.
Don Mainini ricorda che tutte molte associazioni dello Spi «sono impegnate nella realizzazione di pellegrinaggi di persone - malati o sani - che chiamiamo “viaggi della speranza” verso Lourdes», santuario «dove i malati hanno “il primo posto” e dove le persone trovano un’accoglienza che li ripaga dei bisogni materiali e spirituali». Ma, continua la lettera inviata all’inquilino dell’Eliseo, «da qualche anno noi incontriamo molte difficoltà, in particolare per quanto riguarda il trasporto delle persone malate». L’unico mezzo di trasporto per gli ammalati è infatti il treno, divenuto un simbolo della storia di Lourdes. «Dobbiamo rimarcare - continua il sacerdote segretario dello Spi - che sempre più incontriamo molti ostacoli nell’organizzazione dei pellegrinaggi: gli orari dei treni vengono comunicati solo pochi giorni prima della partenza, gli aumenti annuali delle tariffe di circa il 10-15 per cento, i tempi di viaggio (mai ci vengono date spiegazioni dei grandi ritardi cui siamo sottoposti». Capita così che un viaggio di 15 ore da Milano a Lourdes, già di per sé molto pesante per persone sofferenti, «diviene spesso un viaggio di 19-20-21 ore». «Si segnala - scrive ancora don Mainini - che spesso siamo sottoposti a fermate impreviste sia presso le piccole stazioni che in aperta campagna (e questo per molte ore)».
«Noi - continua la lettera - non possiamo più accettare questa situazione perché accompagniamo a Lourdes dei pellegrini, in particolare persone malate e volontari, delle persone che hanno una motivazione profonda di guarigione o di miglioramento del loro stato di salute fisica, morale e spirituale. Noi non possiamo più accettare di essere confinati dopo i treni merci e anche, noi non accettiamo più che questo sia accettato dal Paese che è all’origine dei diritti civili moderni».
Lo Spi denuncia «questa situazione di ingiustizia contro i malati che noi accompagniamo è totalmente contraria allo spirito e ai principi dei Tratti dell’Unione europea, in particolare il principio di libera circolazione delle persone». Nonostante i problemi legati ai ritardi dei convogli di malati lasciati fermi per ore sia stato già più volte denunciato dal vescovo di Tarbes e Lourdes, Jacques Perrier, fino a oggi non ci sono stati segnali positivi. «Nello spirito della vera laicità della Francia - conclude la missiva spedita a Sarkozy - il rispetto delle persone non è un affare religioso, ma riguarda la promozione umana, in particolare quando la persona è sofferente».