Cosa bere col capretto al forno

Quale vino per la carne d'agnello? Vista la sua interpretazione in cucina nel periodo pasquale, la scelta è per un rosso morbido ed elegante, con tannini presenti ma fini. Il primo a venire in mente è un rosso di Sardegna. Il Turriga di Argiolas, segnatamente, forse il rosso sardo per eccellenza. È frutto dell'assemblaggio di quattro vitigni autoctoni sardi - Cannonau, Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Nera - scelti con cura da Giacomo Tachis. È un rosso ampio e profondo, che in bocca è voluminoso e vitale. Si esprime su note profonde e fruttate che esaltano i sapori di un cosciotto al forno. Da completare con un bel pecorino stagionato.
Dalla Sardegna alla Toscana, a Montalcino. Qui un piccolo produttore tratta dal 1930 i 2 ettari di vigneto come un essere vivente, attento ai suoi ritmi e alle sue esigenze. E le viti di Sangiovese, dopo 48 mesi di botte, ripagano con un Brunello atipico e coerente allo stesso tempo. Atipico per l'eleganza degna dei migliori borgogna, coerente per la perfetta attinenza col territorio sul quale nasce. Non è un vino facile il Brunello del Paradiso di Manfredi, vuole tempo e attenzione, ripudia la fretta e il facile piacere, ma in cambio, se assecondato, regala un'esperienza unica.
Per concludere, l'immancabile taglio bordolese, nel quale l'agnello trova la sua più naturale espressione. La morbidità del merlot esalta le caratteristiche della carne e la nota verde tipica del cabernet richiama il carattere selvatico dell'ovino. Grande espressione del taglio bordolese, splendida nella sua aristocratica eleganza, è il San Leonardo dell'omonima tenuta trentina. È un vino morbido ed equilibrato, il cui spessore gustativo esalta il carattere dell'agnello, magari in crosta.