Cosa bolle in pentola: i nuovi locali delle star da New York a Milano

Alla fine mancava solo lui, Bruno Barbieri. Che a dispetto di una carriera tra le più illustri della cucina italiana - con sette stelle Michelin in totale - non è impegnato nella ristorazione «vera» come i tre colleghi che insieme a lui compongono la giuria di Masterchef Italia. Più che mai attenti a monetizzare la popolarità acquisita con il talent di Sky. Joe Bastianich non ne ha sicuramente bisogno visti i trenta locali nel mondo (l'ultimo, «La Sirena», inaugurato martedì a Manhattan) e le attività vinicole in sviluppo. Carlo Cracco lanciato come testimonial di aziende (vedi Scavolini) entro l'anno concretizzerà il progetto Garage Italia, in viale Certosa a Milano, con Lapo Elkann e seguirà da vicino i lavori del nuovo attesissimo ristorante & bistrot in Galleria Vittorio Emanuele. E ancora la new-entry Antonino Cannavacciuolo, che visto il successo del suo primo Café & Bistrot nel centro di Novara intende replicare la formula in altre città, sembra a Milano in prima battuta. Ora tocca al grande chef di Medicina che ha dato seguito all'annuncio durante la presentazione di Masterchef: «Se dovessi aprire un mio ristorante non potrei che farlo a Bologna». Detto fatto, la scelta è caduta su «La Traturi dal Sterlein»: un locale che gli abitanti della Dotta conoscono sin dai primi anni '70 con il nome italianizzato di Sterlino e che si trova al 71 di via Murri, periferia Sud della città. Barbieri che nella sua ultima esperienza «sul campo» al Cotidie di Londra aveva cercato (senza successo, a dire il vero) di proporre i classici della cucina italiana, ora rilancia, giocando in casa. La brigata sarà affidata a un cuoco bolognese - Daniele Simonetti - mentre il menu sarà tradizionale, con un occhio di riguardo ai piatti del passato (con i tortellini come signature dish) e nessun cedimento alla creatività pura. Se Bologna potrebbe risvegliarsi dal torpore, a Milano proprio non si dorme. Nella città italiana a più alta concentrazione di cuochi, si attende l'arrivo di Enrico Bartolini, in uscita dal Devero di Cavenago: il bistellato Michelin - con la terza «nelle mani», secondo molti critici starebbe per aprire un locale gourmet in centro, mentre si installerebbe a Bergamo con un bistrot. È invece un ritorno quello di Luigi Taglienti, che ha scritto le sue pagine migliori a Trussardi alla Scala, lasciato nell'estate 2014. Il cuoco savonese mantiene riserbo sul nuovo locale a parte la tempistica («in primavera») e il concept («sicuramente non classico»). Intanto sono in dirittura d'arrivo i lavori del nuovo D'O di Davide Oldani, a pochi metri da quello attuale, nella piazza centrale di San Pietro all'Olmo. L'inventore della cucina POP sta seguendo il progetto - molto articolato- con laboratorio, uffici e un tinello a fianco della sala principale. La cucina, innovativa, è stata disegnata da Oldani stesso. In arrivo al Nord, anche uno dei maestri della cucina meridionale - Gennarino Esposito curerà la ristorazione del Casta Diva Resort & Spa di Blevio, sul lago di Como, senza trascurare il suo bistellato Torre del Saracino a Vico Equense.MBer