Cosa cambia nella lotta al nero

La lotta all’evasione passa per la tracciabilità e gli scontrini. Ci sarà un inasprimento delle sanzioni nei confronti degli esercizi commerciali che proveranno a incassare soldi «in nero». La mancata emissione di fatture o scontrini fiscali potrà far scattare sanzioni pesantissime che arrivano dalla sospensione dell’attività per un periodo limitato di tempo, fino all’espulsione dall’ordine professionale per chi (avvocato, notaio, commercialista eccetera) sarà beccato a non emettere fattura. Saranno rivisti gli studi di settore, cioè quei parametri statistici che l’Erario utilizza per accertare in modo «induttivo» la congruità di quasi il 90% delle dichiarazioni dei redditi di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese. Tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro (in precedenza la soglia era stata fissata a 3mila euro) saranno «tracciate» telematicamente. E le operazioni per le quali è prevista l’applicazione dell’Iva dovranno essere comunicate all’Agenzia delle entrate. Si tratta dell’integrazione del cosiddetto «spesometro» introdotto con l’ultimo provvedimento fiscale.