Cosa disse Scarpellini

L'uomo d'affari indagato a Catanzaro svelò i suoi legami con il premier: "Abbiamo un rapporto a livello personale da molti anni. Sono suo consulente per le questioni africane"

Catanzaro - La procura indaga da mesi su una presunta loggia massonica coperta di San Marino e su un giro di truffe collegate a sostanziosi finanziamenti pubblici. L’inchiesta del pm Luigi De Magistris posa sulle dichiarazioni di una "gola profonda" che ha accusato molti personaggi influenti dell’imprenditoria meridionale. Il 21 giugno scorso, Panorama.it rivelò che "la signora, con le sue accuse, però, ha colpito anche lungo il Rubicone: Piero Scarpellini da Rimini (anche se è nato a Cesena), classe 1950 e laurea in lettere. Un indagato come gli altri se il suo nome non fosse collegato da anni a quello di Romano Prodi". Panorama.it intervistò l’imprenditore finito nell’inchiesta sul comitato d’affari sul quale ha acceso i riflettori la procura di Catanzaro e culminata con una raffica di perquisizioni e avvisi di garanzia. Scarpellini voleva essere convocato dagli inquirenti e spiegò alla testata on line la natura dei suoi rapporti con il premier e la sua attività.

Consulente di Prodi "Io -spiega Scarpellini al giornalista di Panorama.it Giacomo Amadori - lavoro a San Marino e, da molti anni, ho un rapporto a livello personale con il presidente Prodi. Capisco il vostro interesse e i vostri sillogismi: la Repubblica del Monte Titano è una zona chiacchierata; Scarpellini lavora là ed è legato al presidente; conclusione: Scarpellini e Prodi fanno un giochetto poco chiaro. Voi fate il vostro mestiere". Alla domanda se è vero che sia consulente di Prodi, Scarpellini replicò: "Negli ultimi anni sono diventato il consulente per le questioni africane. Lo ripeto: seguo le questioni africane, questo è il mio lavoro", tagliò corto Scarpellini. E alla domanda se lo facesse gratuitamente, rispose: "E se uno fosse anche pagato? Comunque lo faccio gratuitamente, visto che ho già un mio stipendio". Scarpellini spiegò che lo stipendio gli veniva pagato dalla Pragmata. La testata on line precisò che si tratta dell’Istituto per lo sviluppo delle relazioni internazionali con sede a San Marino ideato da ex uomini di Nomisma, il centro studi fondato da Prodi. "Vuol sapere quanto prendo? Ottantasette mila euro lordi: è tutto dichiarato visto che devo pagare le tasse anche in Italia. Uno stipendio medio direi".

Loggia massonica e Compagnia delle Opere Alla domanda che sotto il Monte Titano ordirebbe le sue trame una loggia massonica occulta di cui farebbe parte, Scarpellini ribattè: "Che cosa si aspetta che le risponda? Ha mai sentito una persona accusata di qualcosa ammettere tranquillamente la propria colpevolezza? Io le dico che c’è una grossa inchiesta in una procura del Sud in cui, secondo quanto mi risulta, un paio di persone hanno fatto il mio nome e il giudice ha ritenuto di mandarmi un avviso di garanzia. Ho scoperto dai giornali che a San Marino c’è una loggia massonica regolare. Non sapevo neanche questo, pensi quanto sono esperto! E di logge segrete non me ne risultano". Ma Scarpellini faceva affari con alcune delle persone indagate a Catanzaro? "No, no, no, assolutamente -replicò -. Quelle che conosco appartengono alla Compagnia delle opere, a Comunione e liberazione, sino a prova contraria gente per bene. A Rimini c’è il loro Meeting annuale e in quelle occasioni ho incontrato due dei principali indagati: Antonio Saladino e Francesco De Grano. C’era questo appuntamento e ci siamo incontrati, anche perchè io e altri seguiamo un gruppo di giovani impegnati politicamente. Li definirei rapporti di tipo sociale". Di quale gruppo di giovani sta parlando? "Quelli del Laboratorio democratico europeo (il presidente dell’Associazione è l’onorevole Sandro Gozi, citato ma non come indagato, nelle carte dell’inchiesta catanzarese, ndr) che organizza incontri culturali in varie parti d’Italia. Ha sede a Roma e ha molti iscritti". Scarpellini negò che si tratti di una sua iniziativa. "No, è un’idea di molte persone? Ma lasciamo perdere".